{"id":966,"date":"2021-12-25T20:28:21","date_gmt":"2021-12-25T18:28:21","guid":{"rendered":"https:\/\/antithesi.gr\/?page_id=966"},"modified":"2021-12-25T20:28:31","modified_gmt":"2021-12-25T18:28:31","slug":"la-realta-della-negazione-e-la-negazione-della-realta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/antithesi.gr\/?page_id=966","title":{"rendered":"La realt\u00e0 della negazione e la negazione della realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 della negazione e la negazione della realt\u00e0<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/antithesi.gr\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/La-realta-della-negazione.pdf\">Testo completo in formato pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo testo \u00e8 stato scritto e pubblicato in greco nel settembre 2021. Nasce come intervento polemico nel dibattito intorno alle questioni del virus Sars-CoV-2, delle misure e degli strumenti messe in campo per contrastarlo e dell&#8217;autoritarismo del governo greco. Nasce, soprattutto, dalla sorpresa (e tristezza) per il fatto che molti dei nostri compagni e amici all&#8217;interno dell&#8217;ambiente radicale abbiano abbracciato un approccio negazionista nei confronti della pandemia, mentre non pochi di loro sono gradualmente scivolati nel pensiero cospirazionista e in assurdit\u00e0 sconvolgenti. Quello che abbiamo cercato di fare con il testo, quindi, non \u00e8 stato semplicemente criticare e denunciare tali irrazionalit\u00e0, ma cercare di capire le diverse ragioni dietro tale regressione. Cos\u00ec, anche se il testo cerca di rispondere alla domanda su cosa la pandemia di Covid (e la sua gestione) ci dica sul capitalismo contemporaneo e sullo stato, pone anche la difficile domanda su cosa essa ci dica sulle soggettivit\u00e0 della fase attuale e sulle condizioni materiali del pensiero e della lotta collettiva.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Poich\u00e9 questo testo \u00e8 stato scritto con uno sguardo rivolto al pubblico greco, alcuni passaggi con riferimenti diretti a questioni rilevanti solo per tale contesto sono stati rimossi dalla traduzione. Allo stesso tempo, \u00e8 emerso chiaramente come molti dei punti sollevati possano essere facilmente allargati ad altri paesi. Rispetto all&#8217;abbraccio del negazionismo da parte di ambienti radicali, per esempio, i casi in Francia &#8211; e forse anche in Italia &#8211; sembrano muoversi in traiettorie simili. Le similitudini emerse hanno reso la traduzione del testo uno sforzo meritevole, e ringraziamo i nostri compagni in Francia, Spagna, Germania, Svizzera e Italia per aver espresso il proprio interesse. Tra l&#8217;altro, le somiglianze che vengono a galla tra i vari paesi indicano come approcciarsi alla situazione attuale con uno sguardo agli sviluppi storici specifici all&#8217;interno della Grecia (come le conseguenze della prolungata austerit\u00e0 e la sconfitta dei movimenti sociali emersi contro di essa), anche se significativo per molti aspetti, pu\u00f2 risultare fuorviante se utilizzato per dare priorit\u00e0 ad alcune specificit\u00e0 della situazione greca. Gli effetti combinati della propagazione senza precedenti (su un piano esistenziale e materiale) di un virus contagioso, quasi simultaneamente a livello globale, della paura e dell&#8217;incertezza generate da questo evento, cos\u00ec come le diverse modalit\u00e0 attraverso le quali lo stato e il capitale hanno scelto di rispondervi, ci permettono di estendere le nostre osservazioni al di l\u00e0 della Grecia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Poich\u00e9 tradurre significa essenzialmente interpretare (e a volte riscrivere), la struttura \u00e8 stata leggermente modificata per fornire al testo una maggiore fluidit\u00e0. E sebbene esso sia stato pubblicato quasi due mesi fa, abbiamo scelto di non apporre troppe postille ed aggiornamenti, a parte alcuni commenti che indicano come alcune delle spaventose previsioni ipotizzate si siano purtroppo concretizzate. Abbiamo anche aggiunto alcune frasi o paragrafi chiarificatori per rendere il testo pi\u00f9 comprensibile ad un pubblico non greco.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Antithesi \/ cognord<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">&#8220;Non riconoscevo ancora davanti a me stesso la complicit\u00e0 in cui incorre chi, di fronte all&#8217;indicibile che \u00e8 accaduto collettivamente, parla dell&#8217;individuale in generale.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">&#8211; Adorno, <em>Minima Moralia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comparsa del virus SARS-CoV-2 non ha semplicemente portato ad un arresto dell&#8217;economia mondiale per diversi mesi, rivelando un senso di panico tra le fila dei dirigenti di questo mondo. N\u00e9 si \u00e8 limitata ad un insieme di contromisure contraddittorie, di volta in volta attuate o ignorate con uguale zelo. Tra le altre cose, e come ogni grande crisi, la pandemia ha portato alla luce forze e tendenze all&#8217;opera nella fase precedente, in maniera evidente o ancora sotto traccia, tanto a livello dei rapporti capitalistici di (ri)produzione, quanto nelle sfere pi\u00f9 ristrette della vita sociale, come gli spazi politici radicali. Prendendo l&#8217;esempio della Grecia, la crisi generata dal Coronavirus non solo ha messo in luce la decisione dello stato di agire come meccanismo di smistamento piuttosto che di integrazione, nonch\u00e9 il livello di miseria del sistema sanitario dopo anni di tagli e austerit\u00e0; ha anche portato in superficie le mutazioni occorse all&#8217;interno degli ambienti di estrema sinistra\/radicali dopo un decennio di sconfitta e riflusso. Come abbiamo avuto modo di scoprire, ad essere minati durante il periodo di austerit\u00e0 non sono stati solo i salari, le pensioni e i servizi, ma il concetto stesso di <em>collettivo<\/em>. Le conseguenze di un tale sviluppo sono oggi ben visibili: di fronte ad un governo di estrema destra che consolida il suo percorso autoritario attraverso la distruzione irreversibile della natura<sup>1<\/sup>, gli abusi e gli omicidi di immigrati<sup>2 <\/sup>e la gestione disastrosa del Coronavirus<sup>3<\/sup>, frazioni del movimento radicale hanno visto nella negazione della pandemia un campo d&#8217;azione e resistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto eccezionale che una percentuale senza precedenti della popolazione mondiale fosse costretta <em>nello stesso momento<\/em> a confrontarsi con la crisi in corso, non ha contribuito che in minima parte a ridimensionare l&#8217;orizzonte limitato di molti radicali. Cos\u00ec, in una situazione in cui i governi di tutto il mondo, nel promuovere la &#8220;responsabilit\u00e0 individuale&#8221;, facevano del loro meglio per mantenere aperta l&#8217;economia e tentavano di distrarre l&#8217;attenzione dall&#8217;ovvio collasso dei sistemi sanitari pubblici, dopo decenni di &#8220;razionalizzazione&#8221; (cio\u00e8 asfissia fiscale), molti radicali hanno reagito mettendo in discussione la nozione stessa di <em>salute pubblica<\/em><sup>4<\/sup>. In una situazione di mala gestione criminale che ha condotto a centinaia di morti evitabili, molti radicali hanno pensato fosse preferibile mettere in discussione l&#8217;esistenza stessa della pandemia. Di fronte all&#8217;orrore continuo d persone <em>in lotta per respirare<\/em>, molti radicali continuano a negare i pericoli associati al virus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le malattie contagiose differiscono dalle altre malattie in modo sostanziale: sono per definizione,<em> sociali<\/em>. Presuppongono il contatto, la coesistenza, una <em>comunit\u00e0<\/em> \u2013 per quanto alienata. Tuttavia, quello che la pandemia SARS-CoV-2 ci ha mostrato \u00e8 come, nel periodo storico in cui ci troviamo, le relazioni sociali siano percepite come <em>vuoto opprimente<\/em> tra <em>individui <\/em>solidi, chiusi e inviolabili<em>.<\/em> Individualit\u00e0 autodeterminate, non negoziabili, non <em>contagiose<\/em>. A questo punto, fa poca differenza che questa difficile situazione venga interpretata come espressione maggioritaria di un carattere narcisista, o di un immaginario (neo)liberale che mistifica il carattere sociale delle relazioni capitaliste e dei soggetti che le riproducono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La critica radicale punta a smascherare il <em>vuoto<\/em> reale, in questo caso costituito proprio da questa<em> individualit\u00e0<\/em>. La critica radicale percepisce le relazioni sociali come <em>relazioni<\/em>, cio\u00e8 come connessioni tra persone, indipendentemente dal fatto che queste non siano prodotte e riprodotte liberamente e consapevolmente. Questo non impedisce loro di essere relazioni. N\u00e9 d\u00e0 credito all&#8217;idea che il nucleo centrale della realt\u00e0 sociale sia l&#8217;individuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nessuno ha una relazione individuale con una malattia contagiosa<\/strong>. Ne consegue che nessuno pu\u00f2 entrare in relazione con essa sulla base di decisioni puramente personali. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ci permette di parlare di <em>negazionisti<\/em>, un termine utilizzato per descrivere tanto coloro che negano l&#8217;esistenza della pandemia o il pericolo che essa rappresenta, quanto coloro che rifiutano di riconoscere il carattere sociale della nostra esistenza all&#8217;interno della societ\u00e0 capitalista. Il pi\u00f9 delle volte, come mostreremo, queste due forme di negazione risultano interconnesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso che, indipendentemente da come la crisi attuale venga tradotta politicamente, queste forme di negazione siano onnipresenti, e determinino il quadro fondamentale in cui si svolgono tutte le obiezioni contemporanee. Tuttavia, esse non vengono mai espresse con franchezza. Al contrario, la maggior parte dei negazionisti finge che la loro critica riguardi la <em>gestione<\/em> della pandemia. E mentre va da s\u00e9 che questa gestione sia stata (e continui ad essere) catastrofica, rimanere in questo quadro risulta fuorviante. Criticare la gestione della pandemia <em>negando<\/em> la sua esistenza o il pericolo che comporta \u00e8 <em>esso stesso<\/em>, a dir poco, un approccio <em>catastrofico<\/em>. Questo non \u00e8 solo visibile nell&#8217;adozione acritica (e a volte inconscia) di cospirazioni reazionarie proto-fasciste; pi\u00f9 importante forse, \u00e8 come essa rifletta e promuova una comprensione estremamente distorta del capitale, dello stato e del concetto di esistenza collettiva. Questo, di per s\u00e9, non rappresenta certo una novit\u00e0 all&#8217;interno della sinistra e degli ambienti radicali. Ma questa \u00e8 forse la prima volta che queste distorsioni generano tali fratture esistenziali all&#8217;interno delle sue file.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutte queste ragioni, e prima di procedere con un&#8217;analisi delle ragioni pi\u00f9 profonde di tale negazione, vale la pena dare un&#8217;occhiata pi\u00f9 da vicino a ci\u00f2 che \u00e8 stata (e non \u00e8 stata) esattamente questa gestione della pandemia SARS-CoV-2, soprattutto in relazione alla nuova fase rappresentata dalla campagna vaccinale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(Mala)Gestione della pandemia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel bel mezzo della stagione turistica estiva 2021, e dopo aver sostanzialmente abbandonato molte delle misure di contenimento della pandemia (tracciamento, distanziamento sociale, quarantena) che, nel periodo precedente, erano state imposte con un fervore repressivo senza precedenti<sup>5<\/sup>, il governo greco ha seguito l&#8217;esempio di molti altri paesi, concentrando la sua attenzione sulle vaccinazioni. Ci\u00f2 significava imporre una serie di nuove disposizioni da attuare gradualmente dall&#8217;inizio di settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 significativa \u00e8 stata l&#8217;introduzione della vaccinazione obbligatoria per gli operatori sanitari, sia nel settore pubblico che in quello privato, con la sospensione (senza stipendio n\u00e9 copertura assicurativa) dei non-vaccinati. Negli altri settori (come la ristorazione, il turismo, l&#8217;educazione, lo spettacolo e il mondo accademico) per coloro senza copertura vaccinale \u00e8 stato reso obbligatorio un test negativo una o due volte a settimana, il cui costo \u00e8 stato trasferito a carico del soggetto stesso (invece di essere sovvenzionato dallo stato, come accadeva prima delle nuove disposizioni). Inoltre, i test negativi sono stati resi obbligatori anche per i viaggi sulla lunga distanza sui trasporti pubblici e per l&#8217;ingresso nei luoghi pubblici, ad eccezione di ristoranti, luoghi di svago e centri sportivi, dove solo vaccinati o i guariti dal Covid sono autorizzati ad entrare. Gli alunni non vaccinati devono sottoporsi a due autotest a settimana, disponibili gratuitamente. Allo stesso tempo, il governo ha permesso ai datori di lavoro di richiedere la prova delle vaccinazioni (o test negativi) ai loro dipendenti, la cui inadempienza comporta una multa con importi variabili a seconda della portata e del campo di attivit\u00e0 dell&#8217;azienda. In questo modo, una parte importante dell&#8217;applicazione delle misure \u00e8 stata essenzialmente <em>trasferita<\/em> al settore privato, ad indicare un ritiro indiretto dello Stato dalla cosiddetta &#8220;campagna vaccinale&#8221;<sup>6<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La propaganda di stato ufficiale utilizzata per giustificare queste nuove misure \u00e8 stata, come al solito, piuttosto fuorviante. Ponendo l&#8217;accento sul calo, senza dubbio significativo, del tasso di vaccinazioni durante il periodo estivo<sup>7<\/sup>, senza tuttavia ammettere alcuna responsabilit\u00e0 per la sua ridicola gestione, \u00e8 emerso chiaramente come il governo sperasse di attribuire il significativo aumento dei nuovi casi (cos\u00ec come il conseguente aumento dei ricoveri e dei decessi) esclusivamente ai non vaccinati (una categoria confusa, che raramente fa distinzione fra coloro che rifiutano consapevolmente la profilassi e quelli non idonei alla somministrazione). In questo modo, la decisione criminalmente stupida di abbandonare di fatto tutte le altre contromisure durante il periodo turistico \u00e8 sparita dalla scena<sup>8<\/sup>. V&#8217;erano pochi dubbi che questa stessa &#8220;strategia&#8221; avrebbe caratterizzato anche la gestione della pandemia <em>dopo<\/em> il periodo turistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basato sull&#8217;irresponsabile diffusione della percezione del vaccino come <em>lasciapassare<\/em> e sull&#8217;abolizione di tutte le restrizioni (in barba a tutte le pi\u00f9 affidabili evidenze scientifiche), il principio guida del governo \u00e8 stato quello di cercare di evitare, a tutti i costi, un nuovo lockdown generale. Di fronte al tasso di trasmissibilit\u00e0 pi\u00f9 elevato della mutazione Delta, cos\u00ec come al fatto che le vaccinazioni proteggano significativamente dalla malattia grave o dalla morte ma <em>non<\/em> eliminino la contagiosit\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 che certo che l&#8217;inverno in arrivo sar\u00e0 devastante<sup>9<\/sup>. La combinazione di una nuova mutazione, di un&#8217;alta percentuale di non vaccinati (la Grecia ha il tasso di vaccinazione pi\u00f9 basso dell&#8217;Eurozona) e di un ulteriore indebolimento (attraverso, tra l&#8217;altro, le sospensioni del personale sanitario non vaccinato) di un sistema sanitario gi\u00e0 <em>sovraccarico<\/em> nell&#8217;ultimo anno e mezzo, rende inevitabile prospettare uno scenario da incubo. Il fatto che il governo, trasferendo tutta la responsabilit\u00e0 ai non vaccinati, sembri convinto di poter eludere le critiche per questa catastrofe preannunciata, dimostra ancora una volta come la preoccupazione principale di questa cricca si limiti ad un mera questione di comunicazione e di limitazione del danno, senza alcuna strategia significativa o a lungo termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In risposta alle nuove disposizioni statali e alla continua gestione contraddittoria della pandemia, ha preso piede, con pi\u00f9 forza rispetto alla fase precedente, un movimento di stampo negazionista. Utilizzando la vaccinazione obbligatoria degli operatori sanitari come base di partenza, questo movimento risulta tutt&#8217;altro che omogeneo. Come altrove, spazia dall&#8217;estrema destra ai preti ortodossi, e dalla sinistra\/anarchici agli stessi operatori sanitari. Ci\u00f2 che collega affiliazioni politiche cos\u00ec divergenti non \u00e8, come alcuni amano far credere, il loro comune rifiuto delle politiche autoritarie del governo. \u00c8 piuttosto la negazione della pandemia e\/o del pericolo rappresentato dal virus, l&#8217;invocazione della libert\u00e0 individuale contro le misure esistenti o disponibili, e la rappresentazione della pandemia come un <em>pretesto<\/em> per l&#8217;imposizione di una moderna distopia da parte delle \u00e9lite (identificate alternativamente come Big Pharma, Big Tech, la classe politica in qualit\u00e0 di\u00a0 &#8220;venditori cinici e senza vincoli morali&#8221;<sup>10<\/sup>, un nuovo ordine mondiale o il &#8220;globalismo&#8221;). Alla base di queste tendenze, troviamo un profondo fraintendimento tanto della relazione capitalista quanto del ruolo dello stato all&#8217;interno di essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una riproduzione contraddittoria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una certa prospettiva, per comprendere appieno le cause pi\u00f9 profonde della gestione della pandemia, appare necessario sottolineare come lo stato rappresenti la <em>forma politica<\/em> dei rapporti sociali di produzione capitalista. Dato che questi rapporti sono per definizione contraddittori, tali contraddizioni si manifestano anche a livello della politica statale. Nel contesto del dispiegarsi di una pandemia senza precedenti, per esempio, la necessit\u00e0 di riprodurre una forza lavoro sana e produttiva pu\u00f2 entrare in conflitto con l&#8217;esigenza di una prosecuzione senza interruzioni dello sfruttamento capitalista. Detto diversamente, la necessit\u00e0 della riproduzione materiale di tutti gli elementi costituenti il rapporto capitalista pu\u00f2 contraddire l&#8217;esigenza di incrementare la creazione di valore e la redditivit\u00e0. In base a questo criterio, la redditivit\u00e0 diretta e a breve termine delle imprese capitaliste (anche di quelle dominanti) pu\u00f2 entrare in conflitto con il mantenimento a lungo termine del rapporto che le sottende. Questa contraddizione \u00e8 emersa rapidamente <em>sia<\/em> nei termini di un conflitto sulla linea politica da assumere <em>sia<\/em> nella natura contraddittoria delle politiche perseguite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stato \u00e8 responsabile dell&#8217;attuazione di una serie di politiche per sostenere l&#8217;accumulazione capitalista, come l&#8217;aumento della produttivit\u00e0 del lavoro, l&#8217;adattamento della forza lavoro ai bisogni del capitale, il perfezionamento della divisione del lavoro e la riduzione dei costi di riproduzione. Ma si preoccupa anche della propria legittimit\u00e0, e di quella dei rapporti sociali di sfruttamento che sorregge. La coesistenza di queste tendenze \u00e8 diventata, durante la pandemia, esplosiva. In ultima istanza, le politiche che hanno prevalso non hanno rappresentato altro che un temporaneo bilanciamento di queste contraddizioni, senza mai essere in grado di superarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento, non c&#8217;\u00e8 dubbio che ogni governo voglia evitare a tutti i costi nuove misure restrittive generali che danneggino ulteriormente un&#8217;attivit\u00e0 economica gi\u00e0 vacillante. Questa tendenza era gi\u00e0 stata evidente durante il secondo lockdown greco, nel novembre 2020, quando, nel tentativo di creare il minor danno possibile al processo lavorativo e all&#8217;accumulazione, soprattutto in quei settori ritenuti vitali per l&#8217;economia greca (come il turismo), le misure erano risultate gi\u00e0 meno restrittive che nel primo lockdown. Mirando invece alle attivit\u00e0 non direttamente produttive della popolazione, la seconda serrata si era concentrata quasi esclusivamente sulle attivit\u00e0 del tempo libero, reprimendo anche qualunque mobilitazione collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La contraddizione intrinseca tra il bisogno di <em>isolamento<\/em> sociale e quello di <em>concentrazione<\/em> del lavoro per il mantenimento della produzione e della distribuzione economica, ha determinato fin dall&#8217;inizio la forma organizzativa del lato (non clinico) della gestione pandemica<sup>11<\/sup>. Infatti, \u00e8 ormai abbastanza ovvio come l&#8217;iniziale sospetto e indifferenza mostrata dai paesi occidentali verso l&#8217;allerta sull&#8217;arrivo di un nuovo virus contagioso possa essere spiegata con le drammatiche previsioni di crollo del PIL globale, di blocco delle catene di approvvigionamento, di sospensione del commercio e tutte le altre difficolt\u00e0 inerenti l&#8217;interruzione della produzione di lavoro e valore. Un approccio simile pu\u00f2 essere utile anche per spiegare l&#8217;adozione finale di mezze misure contraddittorie, la cui potenziale efficacia risultava minata fin dall&#8217;inizio: il mantenimento dell&#8217;apertura della maggior parte dei luoghi di lavoro con controlli essenzialmente inesistenti e l&#8217;indifferenza (pseudo-scientificamente giustificata)<sup>12<\/sup> verso i trasporti pubblici come evidenti cluster di contagio (mentre venivano pesantemente sorvegliati gli spazi pubblici all&#8217;aperto), sono tutte prove chiare a supporto di questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che risulta altrettanto preoccupante, tuttavia, \u00e8 come questa contraddizione piuttosto diretta tra diversi aspetti della relazione capitalista e lo stato sembri aver messo a dura prova le capacit\u00e0 concettuali di alcuni radicali, portando ad interpretazioni centrifughe di rifiuto sia delle (semi)misure del governo <em>che<\/em> della pandemia stessa. Dal loro punto di vista, il fatto che i governi usino la pandemia come scusa per intensificare la propria stretta autoritaria sulla societ\u00e0 \u00e8 indicativo del fatto che non esista alcuna pandemia<sup>13<\/sup>. In alternativa, ammettendo che questa esista, essa risulterebbe pericolosa solo per una ristretta e gi\u00e0 vulnerabile percentuale della popolazione. Il pi\u00f9 delle volte, questa categoria \u00e8 correlata costantemente (ed erroneamente) all&#8217;et\u00e0<sup>14<\/sup>. In base a questo approccio, non esisterebbe alcuna ragione discernibile per l&#8217;imposizione di una qualunque misura generale, se non l&#8217;autoritarismo. L&#8217;alta trasmissibilit\u00e0, il rischio e la significativa mortalit\u00e0 del nuovo virus vengono cos\u00ec trasformati concettualmente in un problema semplice e gestibile, facilmente risolvibile con una \u201cprotezione\u201d degli anziani vulnerabili (gi\u00e0 strutturalmente messi da parte), ovvero con una loro rimozione dal nostro campo visivo. Qualsiasi altra misura, sostengono i negazionisti, avrebbe il solo scopo di estendere il controllo e la disciplina dello stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi giorni della pandemia, la combinazione di una mancanza di dati affidabili, di un&#8217;incredulit\u00e0 esitante rispetto alla distopia in corso, e di raccomandazioni elargite da parte di organizzazioni ed istituzioni <em>gi\u00e0 delegittimate<\/em>, hanno giocato un ruolo cruciale nella creazione di tali narrazioni. Pi\u00f9 critica, tuttavia, si \u00e8 rivelata la loro adozione da parte di soggetti con una pretesa &#8220;autorit\u00e0&#8221; scientifica. Gi\u00e0 nel marzo 2020, per fare un chiaro esempio, in un frangente nel quale la maggior parte della popolazione non era ancora al corrente dell&#8217;esistenza del virus Sars-Cov-2 e della minaccia in arrivo, John Ioannidis pubblic\u00f2 un articolo che metteva in guardia contro misure esagerate di contrasto alla pandemia, non efficaci e potenzialmente disastrose<sup>15<\/sup>. L&#8217;argomento centrale era quello apparentemente ovvio, che non esistessero abbastanza prove per giustificare misure drastiche come l&#8217;isolamento, le mascherine e il distanziamento sociale. In maniera un po&#8217; sconcertante, questa mancanza di dati non impediva a Ioannidis di suggerire come <em>nessuna misura significativa<\/em> dovesse essere presa. Pur con la parvenza di solide argomentazioni scientifiche, le affermazioni di Ioannidis in realt\u00e0 rappresentavano un rifiuto specifico (e politicamente discernibile) dei protocolli esistenti di gestione della pandemia. Appurato come le mutazioni dei virus influenzali avvengano pi\u00f9 o meno ogni decennio, i protocolli di salute pubblica esistenti negli Stati Uniti (e, per estensione, in altri paesi) sono stati largamente strutturati su un approccio che privilegia misure drastiche nei primi giorni di contagio, piuttosto che permettere ai virus di diffondersi, spesso con tassi di crescita esponenziali, fino a renderne impossibile la gestione<sup>16<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non serve particolare intuito per immaginare gli effetti economici dell&#8217;attuazione di un tale protocollo. Per questo motivo, obiezioni come quelle sollevate da Ioannidis non rappresentano solo semplici disaccordi tecnici o scientifici con i protocolli esistenti. Piuttosto, la riluttanza verso l&#8217;applicazione di tali misure viaggia in parallelo con la contraddizione centrale prima identificata, cio\u00e8 quel compromesso fra attivit\u00e0 economica e redditivit\u00e0 diretta (colpita dalle chiusure) da un lato e la riproduzione allargata degli elementi chiave del rapporto di capitale dall&#8217;altro. Ioannidis, e altri come lui, hanno sposato una parte specifica di questa contraddizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, nonostante la graduale consapevolezza della necessit\u00e0 di un blocco delle attivit\u00e0 economiche per prevenire l&#8217;ulteriore diffusione del virus e le sue disastrose conseguenze per la <em>totalit\u00e0<\/em> dell&#8217;economia capitalista, argomenti come quelli di Ioannidis hanno da allora definito il quadro centrale del negazionismo: la rappresentazione persistente (e contraria ai dati reali) del SARS-CoV-2 come semplice influenza; la messa in discussione cospiratoria del suo tasso di mortalit\u00e0; l&#8217;uso selettivo, male interpretato o addirittura falsificato dei dati statistici, volto a minimizzarne i rischi<sup>17<\/sup>; la promozione dell&#8217;idea che solo le persone anziane con un sistema immunitario compromesso siano in pericolo. Tutti questi argomenti, che da allora sono stati ripetuti <em>all&#8217;infinito<\/em> dai negazionisti di tutto il mondo, sono tutti presenti nell&#8217;articolo di Ioannidis del marzo 2020<sup>18<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel panorama greco, tali approcci sono stati ulteriormente rafforzati dalle particolari circostanze della prima ondata della pandemia. All&#8217;epoca, la rapida imposizione di misure rigorose da parte del governo, quasi in preda al panico, il fatto che l&#8217;epidemia fosse scoppiata in un periodo non turistico dell&#8217;anno, con limitati viaggi internazionali, e la preoccupazione generalizzata della popolazione sulla tenuta di un sistema sanitario pubblico gi\u00e0 decimato da un decennio di austerit\u00e0 (fatto che ha favorito una prudenza auto-imposta), hanno fatto s\u00ec che la Grecia abbia superato i primi mesi con un numero piuttosto limitato di casi, ricoveri o morti (rispetto all&#8217;Italia, per esempio). Questo successo (temporaneo) si \u00e8 poi trasformato in un peculiare bias di conferma, generando la falsa impressione che la pericolosit\u00e0 del virus fosse gonfiata, e alimentando le argomentazioni dei negazionisti, che, comunque, continuano ad insistere sul fatto che il loro sia un rifiuto della gestione governativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, questi bassi tassi iniziali hanno portato ad un conseguente allentamento delle misure, facilitato dalla volont\u00e0 del governo di riaprire durante la stagione turistica 2020, e che ha condotto direttamente alla seconda ondata di fine ottobre 2020. Quando fu chiaro che un atteggiamento cos\u00ec disinvolto non fosse solo sbagliato ma disastroso, era gi\u00e0 troppo tardi; non solo per le migliaia di persone che si sono ammalate e le centinaia di persone che sono morte a causa di un virus ancora presentato come una semplice influenza, ma anche per tutti i negazionisti, che hanno continuato a interpretare la situazione sulla base dell&#8217;esperienza della prima ondata, innalzando saldamente i loro paraocchi ideologici e approcciandosi ai successivi sviluppi attraverso il filtro del rifiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le realt\u00e0 divergenti della gestione pandemica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;illusione comune che approcci come quello di Ioannidis o la ampiamente diffusa Dichiarazione di Great Barrington<sup>19<\/sup> siano stati &#8220;messi a tacere&#8221; o ignorati, presuppone un livello sconcertante di negazione, visto e considerato come tali posizioni abbiano chiaramente condizionato il quadro d&#8217;azione di capi di stato come Trump, Bolsonaro e Johnson. Fino a un certo momento, almeno. La costante minimizzazione della necessit\u00e0 di misure anti-Covid e della realt\u00e0 e pericolosit\u00e0 del Sars-Cov-2 alla fine \u00e8 entrata in conflitto diretto con il tremendo aumento dei casi e il conseguente numero di ricoveri e di morti, costringendo anche questi governi ad adottare una qualche forma di chiusura e distanziamento sociale, e portando anche al blocco delle catene di approvvigionamento internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ragionamento \u00e8 abbastanza semplice: la promozione della redditivit\u00e0 diretta e la difesa pi\u00f9 ampia del rapporto di capitale non sono mai stati obiettivi identici. L&#8217;inclinazione dell&#8217;equilibrio tra i due riflette, tra le altre cose, il livello e l&#8217;intensit\u00e0 delle lotte sociali e le questioni di legittimit\u00e0. Ma l&#8217;abbandono assoluto e consapevole della possibilit\u00e0 di una riproduzione pi\u00f9 ampia del rapporto capitalista per favorire una parte del capitale privato, o, peggio ancora, un qualche astratto proposito di disciplinamento, non \u00e8 mai stato in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo, l&#8217;approccio inverso, promosso da molte componenti della sinistra, risulta altrettanto errato. Lo stato non costituisce un meccanismo neutrale che, alle giuste condizioni o con un diverso governo, possa essere messo al servizio dei lavoratori. La critica radicale non glorifica un polo statale ansioso di riprodurre complessivamente il rapporto capitalista, n\u00e9 si illude che un rafforzamento del meccanismo statale possa rappresentare una qualsivoglia vittoria per &#8220;il popolo&#8221;, concetto condensato e congruente come mai ce n&#8217;\u00e8 stato uno. Quando lo Stato erige barriere all&#8217;accumulazione di capitale privato, non lo fa per difendere il proletariato dallo sfruttamento selvaggio. Lo fa perch\u00e9 il suo ruolo consiste <em>anche<\/em> nel garantire la sopravvivenza a lungo termine del rapporto capitalistico, e questo spesso si scontra con i piani a breve termine del (singolo) capitalista privato, indipendentemente dalla quota di surplus da esso prodotto. Lo stato interviene per alleviare la pressione sociale o, in sua assenza, si adopera di fronte ad una percepita incapacit\u00e0 di risolvere le rivalit\u00e0 intra-capitalistiche, per evitare che queste finiscano per minacciare il relativo equilibrio tra l&#8217;accumulazione del capitale privato ed una riproduzione pi\u00f9 ampia. Non abolisce questa relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, n\u00e9 le leggi che regolano il funzionamento del capitale privato (l&#8217;aumento perpetuo della redditivit\u00e0 a tutti i costi), n\u00e9 il difficile equilibrio che la mediazione statale \u00e8 chiamata a mantenere, sono preparati o adatti ad affrontare una grave crisi. Il capitale privato che non riesce ad ottenere benefici (nonostante l&#8217;assistenza comune garantita dal quadro giuridico e politico dello stato) sar\u00e0 sacrificato sull&#8217;altare della competitivit\u00e0, mentre esistono molti esempi di come l&#8217;incapacit\u00e0 di uno stato a mantenere questo necessario equilibrio abbia minato le sue basi stesse, trasformandolo in uno stato fallito. In ogni caso, il tentativo di mantenere l&#8217;economia aperta, e di dare cos\u00ec la priorit\u00e0 ad <em>un<\/em> lato del rapporto di capitale, alla fine ha mostrato i suoi limiti, rendendo necessaria la protezione della sua riproduzione ad un livello pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a questi sviluppi, ci si aspetterebbe che gli ostinati riduzionisti del Coronavirus a semplice influenza, una minaccia solo per gli anziani, si fermassero a pensare e riflettere. Se non altro, un tale approccio parrebbe gi\u00e0 minato dal semplice fatto che i dirigenti dell&#8217;economia mondiale siano stati costretti (per quanto a malincuore e tardivamente) a bloccare l&#8217;attivit\u00e0 economica per mesi e a sconvolgere i meccanismi di produzione, distribuzione e redditivit\u00e0, arrivando ad approvare anche l&#8217;innalzamento (fino a quel momento fatto <em>impensabile<\/em>) del debito pubblico come arma necessaria per affrontare le conseguenze di un tale disordine economico senza precedenti. Orientata al sostegno finanziario per i disoccupati o i licenziati, cos\u00ec come ai considerevoli investimenti (pubblici) per la ricerca sui vaccini, questa demolizione dell&#8217;ortodossia economica \u00e8 avvenuta in un periodo in cui anche le economie pi\u00f9 dinamiche (come Stati Uniti o Germania) risultavano gi\u00e0 alle prese con una prolungata stagnazione economica e con bassi tassi di crescita. Il punto centrale del perch\u00e9 esattamente una chiusura cos\u00ec drammatica dell&#8217;economia mondiale fosse necessaria per far avanzare l&#8217;autoritarismo resta una questione ancora elusa dalle posizioni negazioniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello cui abbiamo assistito, invece, \u00e8 stato un notevole incaponirsi, interpretabile solo come l&#8217;ennesima espressione di confusione che regna riguardo al funzionamento dell&#8217;economia capitalista e dello stato,\u00a0 questa volta sposata ad un quasi incontrastato individualismo. Al posto della riflessione, si \u00e8 cominciato a produrre tutta una serie di teorie complementari, che vanno dalle cospirazioni di estrema destra\/antisemite intorno al 5G e a Bill Gates, fino alle narrazioni di sinistra o anarchiche su Big Pharma, Big Tech, nuovi totalitarismi, &#8220;apartheid sanitari&#8221; e sull&#8217;imperativo di &#8220;disciplinare&#8221; il proletariato<sup>20<\/sup>. Nonostante le differenze di contenuto ed enfasi, tutte queste teorie mantengono lo stesso punto di partenza: l&#8217;insistenza su come il virus non sia altro che un pretesto e, come tale, non rappresenti in s\u00e9 una vera minaccia. Le differenze fra esse risiedono al massimo nel ragionamento su cosa rappresenti realmente questo &#8220;pretesto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;emergere della pandemia di SARS-CoV-2 non ha costituito uno shock esogeno per una altrimenti stabile normalit\u00e0. Essa rappresenta <em>sia<\/em> la logica conseguenza dell&#8217;economia capitalista e dei vari modi con cui &#8220;la produzione capitalistica si rapporta al mondo non umano a un livello pi\u00f9 fondamentale: in breve, come il \u201cmondo naturale\u201d, compresi i suoi substrati microbiologici, non possa essere compreso senza fare riferimento al modo in cui la societ\u00e0 organizza la produzione&#8221;<sup>21<\/sup>; <em>sia<\/em> un evento verificatosi in un periodo storico gi\u00e0 caratterizzato dal difficile superamento di una prolungata crisi economica, esacerbata, in casi come la Grecia, dai gi\u00e0 devastanti effetti di un decennio di austerit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto in luoghi come la Grecia, tali effetti emergono su pi\u00f9 livelli. Da un lato, bisogna ricordare come la giustificazione ideologica per la dura fase di austerit\u00e0, che nessuna rivolta proletaria \u00e8 stata in grado di contenere, sia stata inquadrata in nome dell&#8217;<em>interesse generale<\/em>. La sconfitta finale dei movimenti sociali che tentarono di opporvisi sta ad indicare come la politica unilaterale di classe di questo &#8220;interesse generale&#8221; non ha prodotto un rafforzamento delle lotte proletarie contro il capitale e lo stato. L&#8217;impossibilit\u00e0 a mantenere una comunit\u00e0 di lotta contro le misure di austerit\u00e0, dopo l&#8217;effettiva sconfitta delle mobilitazioni contro i memorandum nell&#8217;inverno del 2012, ha giocato un ruolo decisivo. Ci\u00f2 a cui abbiamo assistito \u00e8 stato invece il consolidamento di un ripiegamento su forme (preesistenti e socialmente filtrate) piccolo-borghesi di associazione e socializzazione fisica ristretta (la famiglia, le piccole cerchie di amici, il caff\u00e8 locale) sulle quali, in contrasto con l&#8217;esplosione di esperienze collettive del periodo precedente, \u00e8 pi\u00f9 facile mantenere una forma di <em>controllo sociale orizzontale<\/em>, e dove l&#8217;emergere aggressivo dell&#8217;identit\u00e0 individuale, segregata ma glorificata, \u00e8 quasi ineluttabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo sfondo sociale della pandemia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, le sconfitte accumulate e la perdita di prospettiva hanno minato significativamente la nozione di <em>collettivo<\/em>, sia come realt\u00e0 sociale che come condizione necessaria per la resistenza alla macchina capitalista. Questo non vuol dire, naturalmente, che prima della crisi il concetto di esistenza e mobilitazione collettiva non fosse spesso tradotto e vissuto come sostegno a partiti\/organizzazioni politiche (per la sinistra extraparlamentare e parlamentare), o riferito al concetto vago, temporalmente ricorrente ma costantemente fugace di\u00a0 &#8220;insorti&#8221; (per il milieu anarchico\/anti-autoritario). Ma sebbene la ritirata dei movimenti sociali sia servita a rafforzare tali separazioni, vale la pena notare come il sentimento generalizzato di <em>riflusso<\/em> seguito alle sconfitte abbia condotto ad ulteriori frammentazioni. Se questo \u00e8 diventato ovvio a sinistra con l&#8217;elezione di Syriza nel 2015, con la sua serie infinita di spaccature e divisioni legate alla vicinanza al nuovo apparato statale, parti significative del milieu anarchico hanno utilizzato questo sviluppo come un&#8217;arma a conferma dell&#8217;isolamento antisociale, e della convinzione che non esista, di fatto, una <em>posta in gioco<\/em> collettiva, ma solo individui ribelli che si muovono in piccole forme organizzative o attraverso reti informali di amicizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una certa inevitabilit\u00e0 storica a tali riflussi e ritorni al privato dopo una grande crisi ed una sconfitta cruciale delle rivendicazioni collettive. Ma i suoi effetti negativi possono anche essere in qualche modo mitigati: in primo luogo con un riconoscimento delle sue cause di fondo e della loro contingenza e, in secondo luogo, con un tentativo cosciente di resistere al radicamento di questa marginalizzazione come unica posizione possibile di contemplazione del sociale. In ogni caso, la resistenza a tali tendenze verso posizioni di debolezza ed isolamento pu\u00f2 essere confermata (o smentita) solo all&#8217;interno del successivo ciclo di lotte. In questo senso, se il periodo della pandemia ci offre qualche indicazione, essa \u00e8 di carattere negativo. Per una parte significativa del movimento antagonista, il graduale abbandono di una visione collettiva ha lasciato il posto o ad un consolidamento ed una difesa essenziale dell&#8217;autonomia (individuale) e dell&#8217;autodeterminazione, o all&#8217;attivismo segregato della setta politica. In questo ambiente, il <em>sociale<\/em> \u00e8 stato visto come un intervento esogeno o, peggio ancora, un&#8217;invenzione ideologica in tandem con l&#8217;autoritarismo statale. Come reso ben chiaro nei propri focus ed interventi, gran parte del movimento antagonista non riconosce alcun reale problema di salute pubblica \u2013 fermo restando che esista, nei fatti, un qualche significato praticabile del concetto stesso di &#8220;salute pubblica&#8221;. Al contrario, essi identificano solo un tentativo di disciplinamento &#8220;biopolitico&#8221; e, a ruota, una serie di esagerazioni di stampo statale, o determinate dall&#8217;industria farmaceutica, volte a trasformare una questione riguardante solo una categoria ristretta di anziani e vulnerabili in un campo di prova per trasformazioni durature a livello sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dipingere coloro che prendono sul serio la pandemia come accaniti (o ingenui) sostenitori dell&#8217;autoritarismo statale strisciante<sup>22<\/sup>, tuttavia, i negazionisti hanno essenzialmente consentito allo Stato di presentarsi come esponente responsabile e razionale dell\u2019&#8221;interesse generale&#8221; di fronte all&#8217;individualismo irrazionale. L&#8217;estensione infinita della libert\u00e0 individuale come <em>punto di opposizione<\/em> ad un malessere collettivo come la pandemia, rafforza il quadro di una guerra di tutti contro tutti, permettendo allo stato di apparire come un mediatore (pi\u00f9) razionale; e questo in un periodo di crescente insoddisfazione e rabbia per gli scandalosi fallimenti dell&#8217;apparato statale e per la sua gestione della pandemia. Invece che un movimento sociale che lotti tanto c<em>ontro<\/em> una gestione orientata a minimizzare il blocco della produzione economica, quanto <em>per <\/em>un accesso universale e incondizionato alle opzioni protettive esistenti (dai vaccini all&#8217;astensione remunerata dal lavoro) e ad un&#8217;assistenza sanitaria pi\u00f9 estesa, assistiamo allo sviluppo di tendenze che rivendicano, in nome della &#8220;libert\u00e0&#8221; e dell&#8217;autodeterminazione, il diritto di fingere che la Sars-CoV-2 non esista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un ammasso di individualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro l&#8217;uso di concetti come &#8220;autodeterminazione del corpo&#8221; e difesa del diritto di scelta individuale<sup>23<\/sup>, scorgiamo l&#8217;antropologia disperata di un&#8217;individualit\u00e0 soggiogata, perennemente in balia di forze oggettive, e di fatto incapace persino di costruire un&#8217;apparenza di esistenza collettiva al di l\u00e0 dell&#8217;illusoria aggregazione di individualit\u00e0<sup>24<\/sup>. La libert\u00e0 individuale non riesce a sfidare il quadro fondante della sua impotenza, estromettendo anche ogni obbligo, impegno, responsabilit\u00e0 e conseguenze legate all&#8217;esistenza collettiva. Se \u00e8 vero che i legami sociali possono diventare un ostacolo, essi esprimono comunque delle <em>connessioni<\/em> tra le persone e sono quindi, potenzialmente, un campo di emancipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un&#8217;ulteriore ambiguit\u00e0 dialettica dietro al concetto stesso di libert\u00e0 individuale. Per quanto sia arrivato a rappresentare, storicamente parlando, un rifugio sicuro contro l&#8217;autoritarismo clericale e feudale, ha rappresentato ugualmente un veicolo per l&#8217;incorporazione delle relazioni sociali capitalistiche di separazione, mediate non dalla religione o dal diritto divino dei re, ma attraverso le categorie astratte della legge e del mercato. Nella misura in cui il contenuto del negazionismo radicale contemporaneo non finge neppure l&#8217;implicazione di un <em>impegno <\/em>o di un riconoscimento delle sue conseguenze sociali, i suoi limiti e il suo orizzonte impoverito appaiano chiari, emergendo come <em>schlechte Aufhebung <\/em>dell&#8217;individualismo borghese. Se il liberalismo si sforza almeno di conciliare il vuoto dell&#8217;individuo isolato facendo appello alle sue universalizzazioni astratte (la legge e il mercato), nessun tentativo del genere viene fatto oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;interno di questa cornice, possiamo scorgere anche la forma mentale dell&#8217;individuo narcisistico moderno, con i suoi tentativi istintivi di mantenere la propria integrit\u00e0 contro le incessanti minacce di disintegrazione prodotte dalle pressioni del mondo contemporaneo, di cui egli \u00e8, ovviamente, un prodotto diretto. Proprio perch\u00e9 il narcisismo rappresenta la <em>perdita<\/em> del s\u00e9 e non la sua autoaffermazione, esso \u00e8 accompagnato da un&#8217;apatia selettiva verso la vita collettiva, che punta ad un&#8217;abolizione pratica dell&#8217;empatia. Allo stesso tempo, il contraddittorio senso di impotenza dell&#8217;individuo porta anche alla formazione di una difesa reattiva che genera sentimenti di superiorit\u00e0 sugli altri. In modo apparentemente paradossale, la discolpa e il predominio della libert\u00e0 individuale come contrappesi all&#8217;autoritarismo statale portano all&#8217;eclissamento della soggettivit\u00e0 individuale. Le persone possono funzionare come soggetti individuali (e non come astratte unit\u00e0 reificate) solo all&#8217;interno di processi e di relazioni collettive non mediate dal denaro, dal mercato e dallo stato, barlumi dei quali abbiamo fatto esperienza negli antagonismi di classe e nelle comunit\u00e0 di lotta sconfitte e dissolte nel decennio precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le affermazioni dei negazionisti e gli appelli alla &#8220;libert\u00e0&#8221;, se il concetto di realt\u00e0, ed il significato che esso ricerca, risultano in definitiva questioni personali e soggettive, senza alcun riferimento a qualcosa al di fuori dell&#8217;immediata esperienza personale, esse falliranno miseramente nl tentativo di offrire un rifugio o un supporto. La costituzione del s\u00e9 e della libert\u00e0 individuale come vettore di resistenza produce un s\u00e9 tormentato da sentimenti di umiliazione e perdita di controllo, che cerca una &#8220;restaurazione della giustizia&#8221; con ogni mezzo, e si scaglia contro tutto ci\u00f2 che sta al di fuori del suo esteso senso d&#8217;identit\u00e0. In questo processo, essa produce anche un&#8217;immagine distorta dello stato, del mondo capitalista e di coloro che percepisce come alleati o nemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Legato al linguaggio dei diritti e alla richiesta di autonomia tipico di un&#8217;individualit\u00e0 intesa <em>come propriet\u00e0 privata inviolabile<\/em>, il punto di vista dell&#8217;emancipazione sociale attraverso l&#8217;abolizione della societ\u00e0 di classe e della propriet\u00e0 capitalista viene abbandonato, precludendo cos\u00ec un attacco collettivo contro la combinazione di pericoli rappresentata da un virus infettivo<em> e<\/em> dal costo umano delle contraddizioni capitaliste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, coloro che inveiscono contro le restrizioni e le conseguenze negative dell&#8217;isolamento, rifiutando <em>allo stesso<\/em> <em>tempo <\/em>la realt\u00e0 della pandemia, distolgono anche l&#8217;attenzione dal fatto che la libert\u00e0 individuale, all&#8217;interno della societ\u00e0 capitalista, \u00e8 gi\u00e0 qualcosa di formale e limitato. Nessuno sceglie liberamente e consapevolmente, dopo attenta riflessione, di andare a lavorare ogni mattina, n\u00e9 ha accesso diretto al modo in cui questo processo \u00e8 organizzato. Le persone sono <em>costrette<\/em> a farlo per sopravvivere, e sono solo le loro lotte collettive a determinare i margini entro cui questa coercizione risulter\u00e0 pi\u00f9 o meno diretta e violenta. In questo contesto, il negazionismo non \u00e8 (e non pu\u00f2 essere) un campo di antagonismo contro la forma statale o i rapporti capitalistici <em>in s\u00e9<\/em>, ma un tentativo di proteggere una certa <em>normalit\u00e0<\/em> contro un&#8217;oscura <em>disarmonia<\/em> (la pandemia globale). Per i negazionisti, la pandemia viene a rappresentare il brutto sogno di una societ\u00e0 gi\u00e0 incatenata, che lotta per il suo diritto al sonno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima dell&#8217;emergere della pandemia di SARS-CoV-2, solo una manciata di anti-vaccinisti militanti con salde opinioni, gi\u00e0 estremamente confuse, avrebbe considerato la vaccinazione obbligatoria degli operatori sanitari come espressione di un nuovo ordine autoritario emergente<sup>25<\/sup>. Se si togliesse di mezzo la SARS-CoV-2, infatti, risulterebbe subito evidente come solo degli sciocchi ottusi potrebbero sostenere per davvero che l&#8217;adozione di misure protettive contro le malattie infettive debba essere delegata al campo delle scelte personali, soprattutto considerando come tali &#8220;scelte&#8221;, anche tra i professionisti della salute, tendano a essere plasmate dalla cloaca dei social media, gonfiate da ideologie reazionarie e inquadrate attraverso il caleidoscopio dello sterile individualismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo sfondo dell&#8217;istituzione immaginaria di una tale autonomia dell&#8217;io e di un approccio al corpo attraverso la terminologia dei diritti, riconosciamo, insieme a Dauv\u00e9, le tracce di &#8220;una rivoluzione borghese che si tenta di completare, di perfezionare indefinitamente invitando la democrazia a cessare di essere \u201cformale&#8221;. La critica radicale non rifiuta questi tentativi: ne indica solo i limiti. Quando \u00e8 impossibile affrontare le cause dell&#8217;oppressione, \u00e8 inevitabile per gli oppressi lottare contro i suoi effetti. In questo caso, la rivendicazione del possesso del <em>proprio<\/em> corpo viene vissuta come una protezione contro la sua appropriazione [&#8230;] Purtroppo questa salvaguardia si rivela un&#8217;illusione. La propriet\u00e0 individuale non \u00e8 una protezione contro l&#8217;espropriazione. [&#8230;] La riappropriazione del s\u00e9 non pu\u00f2 che essere collettiva.&#8221;<sup>26<\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una difesa radicale dei diritti individuali non \u00e8 possibile se non riconosciuta come <em>limite<\/em>, tanto meno quando lavora a scapito della nostra esperienza collettiva. La costituzione estrema (e astratta) dell&#8217;individuo prodotta dall&#8217;immaginario liberale o, analogamente, l&#8217;incapacit\u00e0 di comprendere il carattere sociale di una malattia contagiosa, sono i presupposti perch\u00e9 una tale concettualizzazione possa prosperare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti sanno che le percezioni dei falsi s\u00e9 che ci connettono ad un&#8217;azienda, alla famiglia, ad una tradizione, alla nazionalit\u00e0, alla nazione o alla societ\u00e0 <em>in generale<\/em>, producono oppressioni in nome di un &#8220;noi&#8221; collettivo, che non fa che perpetuare il dominio esistente. Ma la risposta, come nota Dauv\u00e9, &#8220;non \u00e8 l&#8217;aggiunta di nuovi ego, ma la creazione di s\u00e9 non fittizi [&#8230;] Tutto ci\u00f2 che si conquista e tutto ci\u00f2 che \u00e8 positivo, &#8216;pi\u00f9 umano&#8217;, \u00e8 il risultato di azioni comuni [&#8230;] Il nostro corpo \u00e8 di quelli che ci amano, e ci\u00f2 non in virt\u00f9 di un \u201cdiritto\u201d giuridicamente garantito, ma perch\u00e9, carne ed emozione, noi viviamo e ci muoviamo grazie ad essi. E, nella misura in cui noi sappiamo e possiamo amare la specie umana, il nostro corpo \u00e8 di quest\u2019ultima&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preoccupazione e la cura per coloro che ci circondano, piuttosto che minare una qualunque nozione di esistenza collettiva, o persino il concetto stesso di salute pubblica, sono caratteristiche non negoziabile della critica radicale, proprio perch\u00e8 concepire le relazioni sociali <em>come ostacoli<\/em> all&#8217;individuo \u00e8 ci\u00f2\u00a0 che annulla la vera ricchezza dell&#8217;esperienza umana. Questa preoccupazione per gli altri non \u00e8 mai stata limitata al grado di vulnerabilit\u00e0 dell&#8217;altro, n\u00e9 \u00e8 mai dipesa da una valutazione approfondita della ricerca scientifica. L&#8217;assenza o l&#8217;ambiguit\u00e0 di tali ricerche potrebbe mai essere una ragione valida per sospendere una tale cura o preoccupazione? Resta sconcertante e profondamente avvilente vedere persone (specialmente compagni a noi vicini) disposte a <em>negoziare<\/em> tale cura o tale preoccupazione in nome di una critica del &#8220;totalitarismo scientifico&#8221; o perch\u00e9 queste impongono limiti all&#8217;ego personale e alle libert\u00e0 individuali. Non vediamo in queste posizioni una critica sistematica del discorso scientifico, n\u00e9 un&#8217;eroica disobbedienza all&#8217;autoritarismo dell&#8217;apparato statale o capitalista. Ci\u00f2 che vediamo invece \u00e8 un atteggiamento che riflette una lettura selettiva o confusa dei dati disponibili sulla pandemia e le sue pi\u00f9 ampie implicazioni sociali, guidato, soprattutto, da un tentativo di razionalizzare (e rifiutare) il pesante fardello psicologico che il riconoscimento della distopia in cui viviamo richiede, nonch\u00e8 la gamma di responsabilit\u00e0 che ci \u00e8 stata improvvisamente imposta<sup>27<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Identit\u00e0 politica della negazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;egemonia dell&#8217;estrema destra all&#8217;interno del movimento negazionista a livello globale non \u00e8 certo una coincidenza. Essa rappresenta uno spazio ideologico particolarmente suscettibile alle cospirazioni,\u00a0 intese come razionalizzazione di un&#8217;estesa perdita di controllo, con una sottostante propensione alla disciplina autoritaria. Allo stesso tempo, le tendenze fasciste hanno una ricca storia di rapporti con la politica del <em>Thanatos<\/em>, diretta tanto contro coloro che &#8220;contaminano&#8221; il tessuto sociale quanto contro coloro che ne sono membri improduttivi. Il fatto che queste stesse forze politiche siano state in maggioranza a favore della riapertura totale dell&#8217;economia e del riavvio del processo produttivo a tutti i costi non \u00e8 naturalmente un caso. N\u00e9 lo \u00e8 stata l&#8217;adozione entusiasta di narrazioni sull&#8217;immunit\u00e0 di gregge, dietro la quale si mal celava il loro darwinismo sociale ed un&#8217;eugenetica di ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ascesa di tali tendenze post-fasciste \u00e8, certamente, un fenomeno globale<sup>28<\/sup>. Nel caso della Grecia, tale tendenza \u00e8 stata favorita dalle proteste nazionaliste di massa contro la Macedonia ed i pogrom razzisti contro i migranti nelle isole greche (e nelle regioni di confine), attivit\u00e0 che hanno trasformato tali tendenze in un blocco sociale significativo, che alla fine si \u00e8 riversato ed integrato nell&#8217;apparato statale<sup>29<\/sup>. In un contesto generale caratterizzato dalla separazione fra individui, una certa ricerca di universalizzazione \u00e8 destinata a legarsi ad astrazioni come una rinforzata appartenenza religiosa, o ai contorni dell&#8217;identit\u00e0 nazionale. Come affermato da alcuni compagni di Salonicco, &#8220;le comunit\u00e0 basate su nazione e religione [acquistano significato] come spazi di rifugio che promettono stabilit\u00e0, un senso di protezione e un recupero del controllo individuale\/collettivo, [in un momento] in cui tutti gli altri potenti riferimenti simbolici o materiali (l&#8217;affetto patriarcale dello stato, le sue politiche di welfare, etc.) sembrano crollare&#8221;<sup>30<\/sup>. Nel tentativo di riconfigurare questa struttura patriarcale dello stato (ovvero fornire obbedienza in cambio di protezione), queste prospettive fasciste hanno trovato nella pandemia un terreno fertile per l&#8217;opposizione, sia attraverso il copia-incolla di cospirazioni ampiamente note (ebrei-massoni, 5G, Bill Gates, Soros) che attraverso l&#8217;introduzione di varianti greco-centriche (la fede ortodossa come scudo contro il virus, deliri su un DNA greco resistente al contagio, ecc). Per questa folla coordinata, &#8220;l&#8217;invocazione della patria e dell&#8217;ortodossia [&#8230;] e le esortazioni ad una rivolta nazionale cercano di costruire ossessivamente un immaginario in grado di affrontare un nemico invisibile, le cui origini possono rimanere oscure, ma i cui obiettivi sembrano chiari: la frammentazione del territorio greco, l&#8217;impedimento dei suoi riti religiosi, lo strangolamento economico dei suoi settori pi\u00f9 redditizi, la sottomissione e la disciplina di un popolo intrinsecamente impotente&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle tendenze fasciste, si pu\u00f2 anche osservare un flusso costante dall&#8217;ambiente libertariano (la cui preoccupazione ossessiva \u00e8 proprio la difesa incondizionata della propriet\u00e0 privata e dell&#8217;individuo contro ogni nozione di interesse collettivo e\/o di bene comune) e, per la prima volta in maniera cos\u00ec pubblica, una coalizione negazionista (spesso descritta con l&#8217;etichetta <em>Querdenken<\/em>) formata da fanatici di Q-Anon, mistici omeopati o antirazionalisti spiritualmente sensibili, che hanno trovato nelle mobilitazioni anti-lockdown, anti-mascherine e anti-vaccino un&#8217;opportunit\u00e0 per diffondere le proprie superstizioni new age, per vendere ricette di &#8220;guarigione&#8221; alternative e per promuovere chiacchiere senza senso sull&#8217;astrologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La vera spaccatura nel movimento antagonista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, per\u00f2, questa marmaglia di estrema destra non monopolizza la scena negazionista. In alcuni paesi specifici (Francia e Grecia in testa), una parte considerevole della sinistra radicale\/anti-autoritaria si \u00e8 sistematicamente opposta alle mascherine, alle misure di distanziamento sociale, alle quarantene e persino al tracciamento dei contatti, concentrandosi sulle modalit\u00e0 repressive (ed irrazionali) con le quali tali disposizioni sono state attuate in Grecia o, ancora peggio, mettendo in discussione la pandemia stessa. Seguendo una traiettoria simile a quella dell&#8217;estrema destra, questo contingente si \u00e8 anche unito all&#8217;opposizione alle vaccinazioni e, dove presente, al &#8220;Pass sanitario&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo gi\u00e0 notato come molti di coloro che si mobilitano politicamente contro queste misure siano guidati, in maniere differenti, da un&#8217;immagine mal interpretata della societ\u00e0 capitalista, che essi considerano governata da Big Pharma, da Big Tech, dalle grandi banche, dai mass media e dai politici neoliberali (occasionalmente anche etichettati con il termine caro all&#8217; estrema destra di &#8220;globalisti&#8221;). Allo stesso tempo, come per la destra, bollare tali fenomeni con la facile liquidazione di &#8220;teorie del complotto&#8221; non risolve molto. Non perch\u00e9 non si basino su una stravagante sequela di banalit\u00e0 essenzialmente senza contenuto (lo stato \u00e8 un apparato mostruoso, le classi dirigenti hanno degli interessi, la tecnologia non \u00e8 neutrale, <em>ad nauseam<\/em>), ma perch\u00e9 tali modalit\u00e0 di pensiero sono preventivamente dotate di un automatismo a prova di errore, che traduce ogni critica nei loro confronti in una conferma della loro &#8220;verit\u00e0&#8221;: di come siano presi di mira, vilipesi e messi a tacere per essersi opposti al mainstream. Oggi la mancanza di logica emerge come strada diretta verso il martirio<sup>31<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo, ed in contrasto con la destra, i negazionisti provenienti dal movimento antagonista non promuovono un immaginario nazionalista o religioso come contrappeso al collasso del campo collettivo\/sociale. Ci\u00f2 che deve essere esaminato, tuttavia, \u00e8 cosa essi vi stiano esattamente contrapponendo. In alcuni casi, le tendenze negazioniste\/novax del milieu cercano di sostenere come coloro che si mobilitano contro le restrizioni e le vaccinazioni siano un soggetto di classe che (nel migliore dei casi) verrebbe dirottato dalla destra estrema, o da quella religiosa, <em>poich\u00e9<\/em> svenduto da una sinistra direttamente o indirettamente schierata dalla parte dello stato. In pi\u00f9 di un paese, tali argomentazioni sono state utilizzate da (ex) compagni per giustificare la propria partecipazione alle stesse manifestazioni dei fascisti. Vale la pena notare, a questo punto, come l&#8217;accusa ricorrente di &#8220;accorpare&#8221; imperdonabilmente il negazionismo di sinistra e di estrema destra, ignori abilmente il fatto che spesso siano gli stessi diretti interessati a consentire ci\u00f2: non siamo certo gli unici ad aver sentito, in conversazioni private, (ex) compagni dichiarare quanto &#8220;a loro non importi se queste posizioni sono le stesse dei fascisti, se corrette&#8221;, o cose come &#8220;al momento \u00e8 (purtroppo) solo l&#8217;estrema destra a resistere&#8221;. Ma l&#8217;evidenza aneddotica non \u00e8 priva di giustificazioni teoriche pubbliche: un indicativo testo francese conclude la propria analisi sostenendo che &#8220;la popolazione \u00e8 divisa tra coloro che percepiscono come i tecnocrati (in Francia come altrove) siano pronti a tutto pur di difendere il sistema politico ed economico esistente; e coloro che credono che questi tecnocrati stiano facendo quel che possono in una situazione difficile, e che dovremmo richiedere loro una maggiore protezione&#8221;<sup>32<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Similmente, il collettivo italiano Wu Ming mette in guardia dal liquidare queste mobilitazioni, cos\u00ec come dalla &#8220;facilit\u00e0 con cui sono state affibbiate le etichette e l&#8217;adesione a quella che abbiamo definito la &#8216;pace sociale pandemica'&#8221;, aggiungendo che queste mobilitazioni sono &#8220;contraddittorie ma inevitabili&#8221;. Interpretando la presenza di tendenze fasciste come preoccupanti solo in presenza di <em>gruppi fascisti organizzati<\/em>, Wu Ming conclude come i partecipanti a queste lotte siano essenzialmente &#8220;preoccupati per la propria proletarizzazione&#8221; e che &#8220;definire tutto questo &#8216;fascista&#8217; \u00e8 perlomeno un segno di allucinazione ideologica&#8221; di una sinistra divenuta &#8220;sostenitrice attiva dello stato&#8221; (Amiech) o potenziale &#8220;guardiana del sistema [e] difensore dello status quo&#8221; (Wu Ming)<sup>33<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri vanno anche oltre. Accusando coloro che prendono sul serio la pandemia e i suoi pericoli come &#8220;servili&#8221;, &#8220;collaboratori dello stato&#8221;, &#8220;totalitaristi sanitari\u201d e altre simili sciocchezze, tali negazionisti ignorano deliberatamente le critiche radicali alla gestione della pandemia, dichiarando in sostanza come l&#8217;<em>unica<\/em> vera opposizione all&#8217;attuale situazione derivi dal rifiuto delle chiusure, delle mascherine, del distanziamento sociale e dei vaccini. Differenziandosi con arroganza dalla societ\u00e0 &#8220;soggiogata&#8221; e proponendosi come &#8220;insorti&#8221; (concetto che, in assenza di un&#8217;insurrezione, risulta particolarmente insensato), i negazionisti ridicolizzano la <em>paura<\/em> generata da una malattia contagiosa, mentre allo stesso tempo elevano la propria<em> ansia<\/em> verso le biotecnologie e la sorveglianza a livelli esasperati. Nelle mobilitazioni vedono (e celebrano) delle &#8220;rivolte&#8221; contro la distopia tecno-scientifica. Da parte nostra, non riusciamo a comprendere come un discorso politico costruito sulla &#8220;ricerca&#8221; online, sui nudge algoritmici e sull&#8217;ingigantimento da social media delle posizioni pi\u00f9 assurde possa essere descritto come una sorta di risveglio contro un futuro tecno-distopico di sorveglianza di massa<sup>34<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contestare la gravit\u00e0 &#8220;costruita&#8221; della SARS-CoV-2, i negazionisti rivelano essenzialmente il desiderio di tornare ad una normalit\u00e0 antecedente alla &#8220;dittatura sanitaria&#8221; e all&#8217;imposizione dell'&#8221;apartheid&#8221;<sup>35<\/sup>, quando nessun certificato veniva richiesto dai moderni dottor Mengele e la vita sociale poteva essere goduta senza restrizioni o esclusioni. In altre parole, un ritorno alla vita <em>prima del Coronavirus.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungi da noi il mettere in discussione il desiderio di fuga dalla distopia in cui siamo immersi. Continuiamo per\u00f2 a contestare l&#8217;idea che una tale possibilit\u00e0 possa essere raggiunta fingendo che il virus sia &#8220;solo un&#8217;influenza&#8221;, rifiutando consapevolmente di prendere misure protettive contro di esso, compresi i vaccini, la cui efficacia contro l&#8217;infezione sintomatica, l&#8217;ospedalizzazione o la morte \u00e8 evidenziata in maniera schiacciante dai dati. Registriamo con stupore come prospettive altrimenti intelligenti e radicali non sobbalzino di fronte all&#8217;idea che la risposta appropriata da contrapporre ai tentativi dello stato di ridurre tutto alla &#8220;responsabilit\u00e0 individuale&#8221; stia nella libert\u00e0 personale di <em>fregarsene<\/em> della realt\u00e0 sociale, piuttosto che in una lotta collettiva che ponga i nostri interessi al di sopra di quelli dell&#8217;economia e delle sue conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La supremazia della legge (e delle sue componenti repressive) ispira soggezione e sottomissione se posta di fronte all&#8221;individuo isolato; solo di fronte alla resistenza collettiva essa pu\u00f2 essere messa in ridicolo. Ma la resistenza collettiva non \u00e8 un aggregato di libert\u00e0 individuali separate, che soltanto sotto l&#8217;egida di una cornice <em>politica<\/em> possono trovare un&#8217;unit\u00e0 (ci\u00f2 che tenta di fare l&#8217;estrema destra). Se la critica e la prassi radicale hanno un ruolo, non \u00e8 quello di sostituire una cornice politica (l&#8217;estrema destra) con un altra (la sinistra) mantenendo intatto il contenuto di ci\u00f2 che queste politiche esprimono, cio\u00e8 la libert\u00e0 individuale. Una lotta per l&#8217;autonomia e la libert\u00e0 individuale che si ponga contro un funzionamento mal interpretato del capitale, dello stato e degli sviluppi scientifici non pu\u00f2 che rivelarsi in ultima istanza come una parte integrante della riaffermazione del <em>capitale in generale<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;interno di una tale configurazione, la critica del capitale, dello stato e persino della scienza stessa rimane superficiale e caricaturale<sup>36<\/sup>. Il capitale viene soggettivato e, in quanto soggetto, <em>cospira<\/em> e usa la pandemia come un pretesto per imporre con la forza qualcosa, in ogni caso, <em>gi\u00e0<\/em> all&#8217;ordine del giorno &#8211; senza tuttavia suscitare quel tipo di resistenza coordinata che giustificherebbe una tale massiccia mole di misure disciplinari celate dietro il diversivo del Covid. Inoltre, una tale concezione del capitale come soggetto cospiratorio si inserisce in definitiva in un &#8220;anticapitalismo&#8221; tanto di sinistra quanto di estrema destra\/antisemita, che non \u00e8 altro che un anticapitalismo feticizzato e reazionario (come notato da Moishe Postone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo, lo stato smette di essere inteso come una <strong>forma politica<\/strong> del capitale (inteso come relazione sociale), ma diventa, in una mossa che ricorda i peggiori residui del pensiero marxista ortodosso, uno strumento delle \u00e9lite (uno schema che implica direttamente come una diversa \u00e9lite possa forzare lo stato a &#8220;servire il popolo&#8221;). Questo approccio ci permette di individuare una chiave interpretativa rispetto ai vari equivoci ed esagerazioni sulla questione della &#8220;politica del disciplinamento\u201d: se la <em>disciplina<\/em> diventa un fine in s\u00e9, spariscono dal quadro gli interventi statali per assicurare la riproduzione allargata, cos\u00ec come risulta mistificata la riproduzione specifica del proletariato &#8211; <em>conditio sine qua non<\/em> della produzione capitalista. Invece, siamo spinti a pensare che le autorit\u00e0 pubbliche e transnazionali, nel promuovere presunte vaccinazioni pericolose o sperimentali, siano disposte, per non si sa quale motivo, a sacrificare la salute e la vita di miliardi di proletari, nonch\u00e9 la merce pi\u00f9 preziosa per l&#8217;accumulazione capitalista, la forza lavoro, al fine di garantire i profitti di poche aziende farmaceutiche e Big Tech.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 notato, questa confusione infelice impedisce ai negazionisti di fare i conti ed analizzare le riconfigurazioni cruciali in corso tra gli attori statali e il capitale. Se si abbraccia lo spauracchio di un qualche onnipresente ed astratto incentivo disciplinante dietro al pretesto di un &#8220;fallimento pandemico&#8221;, il fatto che gli assi portanti dell&#8217;economia politica globale degli ultimi decenni siano stati messi da parte <em>dalla sera alla mattina <\/em>non trova spiegazione. In questo contesto, i mutamenti rilevanti occorsi, come il chiudere un occhio sull&#8217;aumento &#8220;disastroso&#8221; del debito pubblico; l&#8217;intervento diretto delle banche centrali attraverso la stampa di denaro <em>non<\/em> condizionato a misure di austerit\u00e0 o senza l&#8217;esclusione degli stati fiscalmente &#8220;indisciplinati&#8221;; l&#8217;erogazione di finanziamenti da parte dell&#8217;UE sotto forma di sovvenzioni (e <em>non <\/em>di prestiti); niente di tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere anche solo lontanamente compreso nel contesto di un&#8221;influenza&#8221; che avrebbe permesso a Big Pharma di arricchirsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, qualche parola sulla scienza. A meno che non si sia mentalmente sopraffatti dall&#8217;immaginario di un apparato tecno-distopico che sorveglia e raccoglie dati destinati &#8220;ad addestrare i robot e a sviluppare gli innumerevoli algoritmi che determineranno, al nostro posto, ci\u00f2 che facciamo, possiamo e desideriamo&#8221;<sup>37<\/sup>, preferiamo intendere la scienza, allo stesso tempo, come una forza produttiva, come conoscenza sociale espropriata e come un processo di produzione. In effetti, nel capitalismo moderno il processo di produzione \u00e8 stato generalmente trasformato in un processo scientifico. Ma il processo produttivo non rappresenta solo un processo di valorizzazione, ma anche un processo di produzione di valori d&#8217;uso. E questi valori d&#8217;uso soddisfano i bisogni tanto della produzione capitalistica di merci quanto della riproduzione della forza lavoro. Chiaramente, la scienza &#8220;appare come un attributo del capitale sul lavoro produttivo&#8221;, come &#8220;il potere del capitale sul lavoro vivo&#8221; (Marx) e da qui nasce la lotta che i proletari conducono contro le macchine e contro la scienza, intesa come una forma di potere del capitale e come forma di alienazione. Ma allo stesso tempo, essa \u00e8 una forza produttiva sociale che soddisfa i bisogni umani e, nel caso della medicina e della farmaceutica, il bisogno pi\u00f9 elementare: quello della salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza di coloro che cercano nella metafisica religiosa le risposte ai problemi posti dal virus, la maggior parte dei negazionisti di destra e di sinistra cerca di contrastare le prove scientifiche rispetto ai pericoli della pandemia (e dell&#8217;efficacia dei vaccini) utilizzando le parole di altri scienziati. Questo approccio, nella misura in cui pu\u00f2 essere separato dai (molteplici) discorsi <em>pseudo<\/em>-scientifici (microchip nei vaccini, persone vaccinate che si trasformano in magneti, vaccini mRNA che modificano il DNA umano, ecc), non \u00e8 soltanto diverso dalle opinioni religiose autoreferenziali (Ges\u00f9 ci salver\u00e0, la santa comunione <em>non pu\u00f2<\/em> essere contagiosa, ecc). Cerca anche di rafforzare le credenziali di radicalit\u00e0 della critica, sottolineando come il negazionismo sia <em>esso stesso<\/em> un risultato dell&#8217;evidenza scientifica, con la differenza che gli scienziati &#8220;critici&#8221; verrebbero calunniati e messi a tacere proprio perch\u00e9 non in linea con l&#8217;approccio mainstream ufficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto interessante \u00e8 il tentativo simultaneo di politicizzare e <em>de<\/em>-politicizzare questo approccio alternativo e non sottomesso. Esso denuncia il discorso scientifico ufficiale (OMS, CDC, ecc.) come profondamente <em>politico<\/em>, al servizio della linea generale (apartheid, esclusione, cittadinanza di serie B, ecc.), mentre \u00e8 scandalosamente <em>indifferente<\/em> alle posizioni politiche degli scienziati da esso promossi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8 doloroso. Compagni generosi, che hanno dato molto al movimento antagonista, finiti a farsi impressionare e a riproporre le parole di scienziati le cui posizioni vanno dal neoliberismo pro-mercato all&#8217;estrema destra. Naturalmente senza contare i ciarlatani puri e semplici e i truffatori, che approfittano finanziariamente della paura e dell&#8217;insicurezza diffusa, cui essi contribuiscono. In ogni caso, non si assiste ad una critica sistematica della ragione scientifica, ma allo sposare una qualunque visione che solletichi sospetti preesistenti ed aiuti ad alleviare il pesante fardello psicologico dell&#8217;accettare la realt\u00e0 da incubo del virus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Criticare tali punti di vista, tuttavia, non significa sposare un&#8217;accettazione acritica della parola degli esperti, n\u00e9 trasmettere una cieca accettazione degli scopi limitati della scienza. Se la scienza \u00e8 apparsa in passato come un&#8217;alternativa valida a sistemi di pensiero metafisico screditati, come la religione, ci\u00f2 non significa che sia riuscita ad offrire una spiegazione coerente e completa del mondo e della nostra posizione al suo interno Nel quadro attuale, infatti, la scienza non cerca nemmeno di offrire indicazioni per una diversa organizzazione e riproduzione della vita nella sua totalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In contrasto con le argomentazioni dei negazionisti, tuttavia, se la critica radicale non celebra l&#8217;autorit\u00e0 degli esperti o della scienza in generale (tanto meno quando tratta di questioni sociali), essa non ricade nel sostegno e nella promozione delle posizioni di qualunque <em>non esperto<\/em>. Quando Ivan Illich criticava il fatto che le nuove tecnologie mediche abolissero quelle pi\u00f9 antiquate <em>anche se chiaramente pi\u00f9 efficaci<\/em>, non implicava (come fanno molti negazionisti oggi) che la soluzione alle <em>malattie moderne<\/em> (come il Covid-19) risiedesse nell&#8217;adozione di panacee o rimedi del passato (spesso screditati dal punto di vista medico). Ribellarsi al dominio tecnologico potrebbe creare nuove forme di comunit\u00e0, ma potrebbe anche rafforzare il nichilismo ed una fragile e confusa soggettivit\u00e0. L&#8217;irrazionalit\u00e0 non \u00e8 mai stata un buon contrappeso alla ragione strumentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro in cui si svolge la critica all&#8217;autorit\u00e0 degli esperti non \u00e8 l&#8217;idea delirante che ognuno di noi possa esprimere <em>opinioni ugualmente valide<\/em> su questioni di epidemiologia, immunologia o malattie trasmissibili. Si parte, infatti, dal riconoscimento che <em>ogni<\/em> posizione scientifica esista all&#8217;interno di un determinato quadro storico e rifletta determinate relazioni sociali. La questione chiave \u00e8 capire bene il quadro storico e strutturale, non giudicare i dati medici dopo aver letto un post su Facebook. Semmai, e da un punto di vista puramente metodologico, la direzione della ricerca medica, gli investimenti spesi e le scelte in base alle quali vengono diffusi i risultati, esprimono dinamiche e rapporti determinati dal modo di produzione capitalista predominante. Questo non significa per\u00f2 che il sapere scientifico, la ricerca o i suoi <em>risultati<\/em> siano per definizione falsi, fuorvianti, inutili o finalizzati a promuovere interessi oscuri. Lo strumento chiave della critica radicale sta precisamente nell&#8217;esposizione delle condizioni sociali che sottendono il discorso e il lavoro scientifico, cos\u00ec come nel tentativo di spiegare le sue pi\u00f9 ampie conseguenze. Il tentativo di screditare tutti i progressi scientifici a causa della realt\u00e0 sociale all&#8217;interno della quale prendono corpo \u00e8, se non altro, non soltanto destinato ad incontrare ostacoli insormontabili, ma ad alimentare posizioni reazionarie<sup>38<\/sup>. Come abbiamo dimostrato qui, la nostra posizione nei confronti delle misure e dei vaccini non \u00e8 il risultato dell&#8217;essere diventati improvvisamente esperti di epidemiologia &#8211; anche se questo non significa non essere in grado di comprendere i risultati di questa disciplina. Essa deriva <em>essenzialmente<\/em> dallo studio del ruolo storico del meccanismo statale, dal punto di vista di un approccio complesso alla scienza all&#8217;interno di una societ\u00e0 capitalista e da una posizione comunista rispetto alla questione dell&#8217;esistenza collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una critica contro la realt\u00e0 scientifica e medica potrebbe, per esempio, indignarsi contro il fatto che le cure e i farmaci esistenti <em>non siano disponibili<\/em>, per questioni di redditivit\u00e0, per le popolazioni che il capitale tratta come surplus. Parallelamente, potrebbe criticare il fatto che non fosse disponibile alcun vaccino serio e sistemico, n\u00e9 alcun preparato medicinale, per l&#8217;eventualit\u00e0 di una pandemia, proprio perch\u00e9 tale evento era considerato irrilevante ed incoerente con la prospettiva a breve termine di una profittabilit\u00e0 diretta<sup>39<\/sup>. Solo quando si \u00e8 dimostrata una diretta necessit\u00e0 per affrontare una pandemia globale, sono stati stanziati fondi (pubblici) pressoch\u00e9 illimitati per la ricerca sui vaccini, con il risultato di quasi 10 vaccini diversi e molto efficaci in circolazione<sup>40<\/sup>. Invece che criticare questo interesse preventivamente distorto della ricerca scientifica, condannando la mancanza di accesso alla conoscenza scientifica e alle cure in ampie zone del mondo, i negazionisti scelgono di focalizzarsi sul diritto di rifiuto della vaccinazione, sulla base di paure astratte ed un&#8217;immagine distorta di ci\u00f2 che significa lo sviluppo scientifico<sup>41<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il paravento dell&#8217;opposizione alla vaccinazione obbligatoria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce delle disposizioni statali atte a garantire la riproduzione allargata e a buon mercato di una forza lavoro sana e produttiva, le recenti misure sulle vaccinazioni mirano a prevenire tanto una nuova ondata di morti ed un collasso del sistema ospedaliero, come accaduto lo scorso inverno, quanto la possibilit\u00e0 di un nuovo lockdown. La vaccinazione, nella misura in cui agisce come <em>prevenzione<\/em> efficace contro la SARS-Cov-2, rappresenta la soluzione pi\u00f9 economica sul mercato, e si inserisce cos\u00ec nella pi\u00f9 ampia strategia governativa di ulteriori tagli (e privatizzazioni) al sistema sanitario. Come il premier greco Mitsotakis ha gi\u00e0 dichiarato, non solo non c&#8217;\u00e8 alcuna intenzione di assumere, aumentare la spesa e sostenere il sistema sanitario pubblico, ma al contrario, l&#8217;obiettivo \u00e8 quello di chiudere ancora pi\u00f9 ospedali regionali e, con l&#8217;ingresso delle societ\u00e0 negli ospedali, far avanzare le privatizzazioni, permettendo cos\u00ec che una parte della spesa pubblica stimoli la redditivit\u00e0 del capitale privato<sup>42<\/sup>. Inoltre, la vaccinazione non rappresenta solo una soluzione economica per lo stato, ma anche per il capitale: in quanto importante arma di prevenzione nella lotta contro la pandemia, essa diventa anche un alibi per l&#8217;abolizione delle misure di protezione sul posto di lavoro e il conseguente sblocco della produzione, della distribuzione e della redditivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, la riduzione della mortalit\u00e0 e la prevenzione del collasso degli ospedali attraverso la vaccinazione di massa, tocca direttamente anche la questione della <strong>legittimazione,<\/strong> non solo perch\u00e9 per il governo uno sviluppo diverso avrebbe avuto un alto costo politico, ed avrebbe minato ulteriormente la fragile fiducia nello stato, ma anche perch\u00e9 questa politica consente allo stato di apparire come attore razionale di fronte ad un nemico screditato ed irrazionale. La campagna di attacco ai non vaccinati deve essere esaminata anche da questa prospettiva: consapevole del fallimento della &#8220;campagna&#8221; vaccinale e dei grandiosi piani per un ritorno alla normalit\u00e0, lo stato mantiene un piano di ripiego, di modo che <em>quando<\/em> i casi torneranno ad aumentare, quando la pressione sul sistema sanitario si intensificher\u00e0 ed il fallimento risulter\u00e0 evidente, la responsabilit\u00e0 sar\u00e0 gi\u00e0 stata allontanata dall&#8217;apparato statale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bassezza della politica del governo (in relazione alle vaccinazioni obbligatorie per gli operatori sanitari) risulta evidente anche dal fatto che essa trasformi una questione praticamente inesistente (la maggior parte di medici ed infermieri erano gi\u00e0 stati vaccinati prima dell&#8217;annuncio dell&#8217;obbligo) in una questione centrale. Attraverso tale tattica, il governo ha dato fiato al movimento anti-vaccinazione e prodotto, inoltre, un effetto inibitorio sul tasso di vaccinazioni, con tragiche conseguenze visto il gi\u00e0 basso livello di somministrazioni nella popolazione generale. Ma questa evidente contraddizione non scoraggia il governo, che cerca di creare una situazione win-win: nel caso la coercizione portasse ad un incremento nelle vaccinazioni, questo avvicinerebbe all&#8217;obiettivo di evitare un lockdown generale ed ottenere una pi\u00f9 estesa riapertura dell&#8217;attivit\u00e0 economica; d&#8217;altra parte, se invece radunasse ed incrementasse il numero degli antivaccinisti, \u00e8 su di essi che il governo farebbe ricadere le colpe per l&#8217;aumento dei casi, per eludere le proprie responsabilit\u00e0 e giustificare ulteriormente il pi\u00f9 ampio progetto di deregolamentazione e privatizzazione gi\u00e0 in atto. Ancora una volta, e nell&#8217;ambito del suo contenuto ideologico e spettacolare, lo stato segue fedelmente il commento di Debord, secondo cui la democrazia vuole &#8220;<em>essere giudicata in base ai suoi nemici piuttosto che in base ai suoi risultati<\/em>&#8220;. In questo caso, quel &#8220;nemico&#8221; \u00e8 il &#8220;movimento anti-vaccinazione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma riconoscere quanto fin qui esposto non risulta sufficiente per imbastire una critica radicale. Ad un livello molto basilare, il fatto che una forma di protezione contro la SARS-Cov-2 riduca i costi, generi profitti e rafforzi la legittimit\u00e0 dello stato non \u00e8 <em>di per s\u00e9<\/em> una ragione per rifiutarla. Contrariamente ad alcuni presunti rivoluzionari, noi non siamo contro il fatto che lo stato e il capitale ci preferiscano vivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare sempre pi\u00f9 chiaro, con il passare del tempo, come gli anti-vaccinisti siano un nemico costruito. Naturalmente questo non significa che lo stato abbia letteralmente creato questo movimento dal nulla e abbia cospirato per farlo emergere (nonostante il ruolo centrale giocato nella sua formazione dalla chiesa, intesa come parte dello stato greco,\u00a0 e da alcune formazioni di estrema destra vicine al partito Nea Dimokratia), ma, nello specifico, che abbia determinato un suo rafforzamento attraverso l&#8217;autoritarismo, l&#8217;opacit\u00e0 e l&#8217;assurdit\u00e0 sistematica delle misure (e mezze misure) prese dall&#8217;inizio della pandemia, e che abbia sfruttato tale rafforzamento, per presentarsi come esponente responsabile e razionale dell'&#8221;interesse generale&#8221;di fronte all&#8217;individualismo irrazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 detto, la vaccinazione obbligatoria degli operatori sanitari per un certo numero di malattie infettive era gi\u00e0 presente all&#8217;interno della legislazione europea per la protezione dei lavoratori e dei pazienti, molto prima della pandemia di Coronavirus. Molti paesi impongono inoltre la vaccinazione obbligatoria per l&#8217;iscrizione dei bambini agli asili o alle scuole. Tali disposizioni, come ad esempio imporre l&#8217;allontanamento dal lavoro degli operatori sanitari affetti da tubercolosi attiva, sono, dal punto di vista del capitale, volte a proteggere la salute della forza lavoro al fine di limitare la perdita di giorni lavorativi &#8211; cio\u00e8 la perdita di produzione di valore e di profitto. Ma \u00e8 assurdo non riconoscere come esse rispondano anche ad una <em>fondamentale<\/em> esigenza collettiva di classe. Questo requisito cos\u00ec esplicito di non contagiosit\u00e0 per gli operatori sanitari rappresentava una sorta di &#8220;dittatura&#8221; anche in passato, o lo \u00e8 diventato solo con il Coronavirus? Di fronte ad una pandemia in corso che ha provocato pi\u00f9 di 5,3 milioni di vittime ufficiali (la maggior parte delle quali in paesi con sistemi sanitari <em>sviluppati<\/em>), e che uccide pi\u00f9 di 80 persone al giorno in Grecia (in media), la vaccinazione diventa ancora pi\u00f9 importante per la nostra salute, anche se non rappresenta chiaramente una panacea. Appare sempre pi\u00f9 evidente come la maggiore possibilit\u00e0 di evitare il perpetuarsi ciclico di questa pandemia stia nell&#8217;aumentare la percentuale di coloro che hanno abbastanza anticorpi da ridurre i pericoli del virus, e i vaccini sono un elemento essenziale in questo percorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, e dal punto di vista degli interessi proletari, non ha senso porre in modo astratto l&#8217;opposizione tra coercizione e libert\u00e0. Il Diritto del Lavoro, ovvero la forma reificata ed alienata che assumono i risultati della lotta di classe all&#8217;interno del diritto capitalista, sta l\u00ec a dimostrarlo. In Grecia, per esempio, esso presuppone ancora divieti ed obblighi, alcuni dei quali <em>a favore<\/em> dei lavoratori: vieta i licenziamenti per attivit\u00e0 sindacale e le serrate dei datori di lavoro. Il Diritto del Lavoro include anche la libert\u00e0 individuale di ciascun lavoratore di raggiungere accordi con i datori di lavoro che sostanzialmente <em>violano <\/em>le leggi sul lavoro e\/o i contratti collettivi.\u00a0 In effetti, l&#8217;appello alla &#8220;libert\u00e0 dell&#8217;individuo di decidere per s\u00e9&#8221; ha rappresentato un&#8217;arma ideologica chiave nella deregolamentazione del Diritto del Lavoro, come \u00e8 stato evidente nel dibattito sul limite delle dieci ore lavorative giornaliere introdotto dal governo greco. In ogni caso, la costrizione non \u00e8 necessariamente contro gli interessi di classe, cos\u00ec come il diritto di scelta individuale non ne \u00e8 necessariamente a favore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prospettiva pi\u00f9 ampia, \u00e8 chiaro come il carattere coercitivo del diritto sia al servizio della riproduzione dei rapporti sociali capitalistici. L&#8217;abolizione di questo carattere ed il superamento comunista del diritto non risiedono per\u00f2 nel &#8220;diritto alla libert\u00e0 di scelta individuale&#8221;, ma nell&#8217;abolizione della separazione e nella creazione, attraverso l&#8217;intensificazione della lotta di classe, di una comunit\u00e0 reale al posto della comunit\u00e0 fittizia di individui separati. E da questo punto di vista, l&#8217;opposizione tra obbligo e libert\u00e0 individuale \u00e8 falsa. Le separazioni imposte ai non vaccinati non sono solo un prodotto delle misure statali, ma esprimono la separazione come <strong>essenza comune<\/strong> (<em>Gemeinwesen<\/em>) degli individui all&#8217;interno della societ\u00e0 capitalista. Lo stato impone l&#8217;unit\u00e0 attraverso la coercizione e l&#8217;esclusione. Nella misura in cui gli anti-vaccinisti inquadrano il loro rifiuto al livello circoscritto della &#8220;responsabilit\u00e0 personale&#8221;, essi esortano lo stato ad apparire come l&#8217;unica espressione dell&#8217;interesse collettivo o sociale, <em>intensificando<\/em> cos\u00ec le esclusioni, proprio perch\u00e9 l&#8217;unica unit\u00e0 che lo stato pu\u00f2 imporre \u00e8 basata sull&#8217;esclusione generalizzata. L&#8217;abolizione dell&#8217;esclusione, cos\u00ec come l&#8217;abolizione della coercizione, non pu\u00f2 essere raggiunta facendo appello alla sua stessa base fondante, cio\u00e8 la &#8220;scelta personale&#8221; dell&#8217;individuo separato, che si parli di vaccinazioni, di test o di mascherine<sup>43<\/sup>. L&#8217;abolizione dell&#8217;esclusione, intesa come elemento essenziale dell&#8217;autorit\u00e0 statale, passa per la creazione di una comunit\u00e0 che funzioni attraverso una solidariet\u00e0 autentica e, quindi, l&#8217;assunzione di tutte le misure necessarie per contenere la pandemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere: la posta in gioco qui non \u00e8 il carattere coercitivo della vaccinazione <em>in s\u00e9<\/em>, n\u00e9 il &#8220;resistere all&#8217;autoritarismo statale&#8221;, slogan accattivante. Parte dai termini specifici e dal livello di accettazione (o negazione) del pericolo del virus e dell&#8217;efficacia delle misure di protezione. Ecco perch\u00e9 non abbiamo mai visto prima mobilitazioni contro le misure obbligatorie\/precauzionali esistenti per malattie trasmissibili, intese come espressione di stigmatizzazione, separazione e &#8220;apartheid sanitario&#8221;. Il &#8220;diritto di scegliere&#8221; nel contesto attuale appare come il diritto di non prendere misure per il contenimento della pandemia, ed assume quindi facilmente (ed attrae) un contenuto reazionario ed individualista, sia esso determinato dall&#8217;ignoranza o, peggio ancora, dall&#8217;indifferenza e dal darwinismo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista della solidariet\u00e0 sociale di classe, la vaccinazione \u00e8 un atto evidente per proteggere e prendersi cura di chi ci circonda. L&#8217;uso e la manipolazione che ne fa lo stato non invalidano questa realt\u00e0. Per questo motivo, l&#8217;antitesi costruita tra lo stato e gli anti-vaccinisti \u00e8 falsa. N\u00e9 gli anti-vaccinisti sono contro la gestione statale della crisi sanitaria <strong>reale<\/strong>, dato che in realt\u00e0 la intensificano, n\u00e9 la politica vaccinale dello stato \u00e8 analizzata nelle sue vere dimensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro la gestione statale della pandemia, che \u00e8 diretta contro gli interessi e i bisogni proletari, dobbiamo promuovere la lotta collettiva per la soddisfazione dei nostri bisogni, che include ma non si limita alla vaccinazione universale. Invece di difendere le auto-illusioni dei negazionisti, che mascherano la propria indifferenza verso la pandemia con mobilitazioni contro l&#8217;autoritarismo del governo, dobbiamo esigere l&#8217;accesso universale a tutte le possibilit\u00e0 preventive e terapeutiche. Come disse un gruppo di lavoratori della sanit\u00e0 in sciopero nel maggio 1968, &#8220;una vera lotta contro la malattia, che implica una notevole estensione dell&#8217;idea di medicina preventiva, diventerebbe rapidamente politica e rivoluzionaria, poich\u00e9 sarebbe una lotta contro una societ\u00e0 inibitoria e repressiva&#8221;<sup>44<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le divisioni e gli antagonismi connaturati alla societ\u00e0 capitalista si rifletteranno sempre nella sua forma politica, cio\u00e8 lo stato. Quando queste contraddizioni sono imposte attraverso misure repressive, i sentimenti anti-statali (anch&#8217;essi connaturati) raggiungono il livello della superficie ed esplodono in forme divergenti di opposizione. Feticizzare queste opposizioni, tuttavia, trascurando il loro contenuto sottostante, rende la critica incapace di riconoscere una verit\u00e0 storica: vale a dire, che l&#8217;opposizione ad uno <em>stato di cose<\/em> pu\u00f2 essere altrettanto facilmente reazionaria, una categoria, questa, non esclusiva del fascismo organizzato (sebbene non ci si allontani troppo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessaria opposizione allo stato e alla gestione della pandemia perde il suo potenziale emancipatorio quando intesa come espressione di <em>indifferenza<\/em> verso una minaccia reale, in gran parte basata sull&#8217;illusione che specifiche individualit\u00e0 (di solito giovani corpi sani) si considerino al di l\u00e0 del rischio. Resistere a misure precauzionali efficaci contro un virus che si trasmette per via aerea, in nome di una concettualizzazione della libert\u00e0 che esclude preventivamente le categorie vulnerabili (cio\u00e8 quelle proletarie) non pu\u00f2 essere il terreno per una messa in discussione radicale della societ\u00e0 esistente. La decomposizione dell&#8217;esistenza e della resistenza collettiva attraverso la repressione e l&#8217;austerit\u00e0, responsabile della produzione del quadro di fondo entro cui si svolgono le attuali mobilitazioni no-mask e no-vax, \u00e8 un processo che non pu\u00f2 essere invertito facendo appello al vuoto dell&#8217;autonomia individuale di fronte a una minaccia collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Antithesi<\/strong> \/ <strong>cognord<\/strong> | 23 settembre 2021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] L&#8217;intera Eubea settentrionale, un&#8217;enorme parte delle foreste a nord di Atene e molti altri boschi e insediamenti sono stati consumati dagli incendi sviluppatisi nell&#8217;estate del 2021 in tutta la Grecia. Gli incendi hanno bruciato pi\u00f9 di 1.200.000 acri di foresta, a causa del degrado cronico del servizio forestale e l&#8217;assenza cronica di qualsiasi misura sostanziale di prevenzione e protezione. Durante gli incendi, che hanno creato per molti giorni un&#8217;atmosfera irrespirabile ad Atene e in molte altre zone, la risposta dello stato \u00e8 stata praticamente inesistente, a parte una politica simil pubblicitaria di evacuazione di tutte le zone colpite, e l&#8217;invio di forze di polizia dove c&#8217;era bisogno di pompieri. Questa politica ha avuto risultati disastrosi, giacch\u00e9 la partecipazione della popolazione locale nella lotta contro gli incendi \u00e8 un fattore insostituibile, come dimostrato molte volte in passato e durante la catastrofe di quest&#8217;anno. Dopo gli incendi, il governo ha approvato una legge che, invece di rafforzare il gi\u00e0 decimato dipartimento forestale, ha istituito uno &#8220;sponsor per la riforestazione&#8221; che copre in toto il progetto di ripristino della foresta. A parte il fatto che il rimboschimento artificiale delle aree bruciate dovrebbe essere effettuato solo una volta fallito il rimboschimento naturale, sembra che l&#8217;istituzione di tale\u00a0 sponsor torni utile alle grandi imprese capitaliste coinvolte in quei progetti che prevedono il disboscamento e la distruzione di aree forestali (estrazione dell&#8217;oro, produzione di energia, ecc.). Queste imprese sono obbligate per legge a realizzare a loro spese il rimboschimento di un&#8217;area di egual superficie, per ristabilire l&#8217;\u201dequilibrio ambientale&#8221;. Pertanto, assumendo il ruolo di sponsor, esse riescono a soddisfare in anticipo i requisiti ambientali, e risultano cos\u00ec autorizzate a distruggere grandi aree senza ulteriori obblighi, dal momento che la legge non contiene alcuna disposizione che precluda tale compensazione. \u00c8 indicativo come finora societ\u00e0 come &#8220;Hellenic Petroleum&#8221;, &#8220;Independent Power Transmission Operator&#8221;, &#8220;Public Power Corporation&#8221; e &#8220;Coca Cola 3E&#8221; siano tra le prime ad essersi fatte avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] Tutti le inchieste pi\u00f9 recenti mostrano inequivocabilmente come la nuova strategia di &#8220;gestione&#8221; delle ondate migratorie consista principalmente in respingimenti illegali, che spesso sfociano nell&#8217;omicidio dei migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[3] Per una sintesi, si veda Roufos, Pavlos (2021) &#8220;Governing the Ungovernable&#8221;, in: <em>Brooklyn Rail <\/em>(April), <a href=\"https:\/\/brooklynrail.org\/2021\/04\/field-notes\/Governing-the-Ungovernable\">https:\/\/brooklynrail.org\/2021\/04\/field-notes\/Governing-the-Ungovernable<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Siamo ovviamente consapevoli che il concetto di <em>salute pubblica<\/em> non abbia alcun significato storico in una societ\u00e0 non dominata dallo stato capitalista. Tuttavia, l&#8217;atto di negare il concetto di <em>salute pubblica<\/em> come mezzo per dimostrare l&#8217;opposizione allo stato \u00e8 tanto infantile (e libertario in prospettiva) quanto rifiutare il salario a causa della propria critica al denaro. Da parte nostra, usiamo il concetto di salute pubblica non per indicare la gestione statale della salute <em>in s\u00e9<\/em>, ma per descrivere l&#8217;esistenza di un carattere sociale e collettivo della salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5] Il fatto che lo Stato abbia imposto queste misure in modo autoritario ed irrazionale \u00e8 espressione della sua incapacit\u00e0 a risolvere la natura contraddittoria di obiettivi che andrebbero invece conseguiti simultaneamente, cos\u00ec come \u00e8 riflesso dei feticci ideativi di chi \u00e8 al potere. Tuttavia, \u00e8 veramente assurdo che ci siano ancora persone incapaci di comprendere come minimizzare il contatto sociale di fronte ad una malattia trasmissibile sia una misura ragionevole, applicabile tanto in un moderno stato capitalista, quanto in una societ\u00e0 feudale o anche in una comunista, e non una qualche espressione di totalitarismo strisciante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6] Il punto \u00e8 che il compito di tracciamento dei casi, di monitoraggio dell&#8217;efficacia dei vaccini e dei test non ricade pi\u00f9 su un sistema in qualche modo centralizzato, ma viene trasferito alla discrezione delle aziende private, sotto minaccia di multe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] Le 93.000 dosi giornaliere somministrate in giugno sono diventate 69.000 in luglio e solo 28.000 in agosto. All&#8217;inizio di ottobre, il tasso giornaliero di vaccinazioni era sceso a circa 5.600 dosi al giorno (Bouloutza, Penny (2021) &#8220;Vaccinazioni in caduta libera&#8221;, in: <em>Kathimerini<\/em>, 14 ottobre, <a href=\"https:\/\/www.kathimerini.gr\/society\/561538141\/emvoliasmoi-se-eleytheri-ptosi\/\">https:\/\/www.kathimerini.gr\/society\/561538141\/emvoliasmoi-se-eleytheri-ptosi\/<\/a>). Da novembre in poi, un confronto diretto \u00e8 piuttosto inutile, poich\u00e9 sono iniziate anche le somministrazioni delle dosi di richiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[8] Chiunque abbia viaggiato in Grecia durante l&#8217;estate pu\u00f2 testimoniare come non ci fossero seri controlli sulle vaccinazioni, sui test o sui certificati di guarigione, ma solo la loro <em>pretesa<\/em>. La conseguente esplosione di casi nelle mete turistiche non coglie quindi di sorpresa. Come spesso accade, una situazione assurda produce risposte risibili: in alcune isole, per esempio, le misure restrittive contro l&#8217;aumento delle infezioni consistevano nel vietare <em>la musica<\/em> nei bar e nei club (comunque aperti). E&#8217; diventato comune per i lavoratori stagionali continuare a lavorare <em>da infetti<\/em>, dato che i capi non erano disposti a perdere profitto. Allo stesso modo, i turisti che risultavano positivi nelle isole si affrettavano a partire, data l&#8217;assenza di infrastrutture o rifornimenti adeguati a consentire la quarantena (presumibilmente) obbligatoria di dieci giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[9] Questo testo \u00e8 stato pubblicato alla fine di settembre 2021. Il tasso di infezione all&#8217;epoca era di circa 1.500 nuovi casi al giorno. In questo momento (inizio dicembre 2021), il tasso di infezione \u00e8 di oltre 7.000 casi al giorno, i ricoveri sono aumentati in modo massiccio, le unit\u00e0 di terapia intensiva sono completamente occupate e il numero medio di morti giornaliere ha raggiunto i 90 casi circa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[10] Amiech, Matthieu (2021) &#8220;Ceci n&#8217;est pas une crise sanitaire: Pourquoi s&#8217;opposer \u00e0 l&#8217;installation du pass sanitaire et \u00e0 l&#8217;obligation vaccinale&#8221;, \u00e9ditions La Lenteur, p. 27.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[11] Il lato clinico ha riguardato, da un lato, l&#8217;assurdo sforzo di coprire i bisogni del sistema sanitario <em>senza<\/em> prevedere investimenti strutturali sostanziali e a lungo termine e, dall&#8217;altro, l&#8217;iniezione massiccia di fondi pubblici destinati alla ricerca sui vaccini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[12] In una dimostrazione di sprezzante indifferenza o di spaventosa idiozia, il primo ministro greco Mitsotakis si \u00e8 recato in Parlamento per placare le preoccupazioni riguardo ai mezzi di trasporto pubblico come cluster d&#8217;infezione, citando una ricerca condotta in Francia che riporta come &#8220;solo l&#8217;1,2% dei clusters sia legato ai mezzi di trasporto di massa&#8221;. Se il primo ministro o i suoi consiglieri fossero andati oltre il titolo della ricerca, avrebbero probabilmente notato come essa si riferisse a &#8220;aeroporti, navi e treni&#8221;, non a bus pubblici, tram o metropolitane. La ricerca \u00e8 stata pubblicata sul <em>Point Epidemiologique Hebdomadaire<\/em> il 1\u00b0 ottobre 2020, <a href=\"https:\/\/www.santepubliquefrance.fr\/content\/download\/285453\/2749950\">https:\/\/www.santepubliquefrance.fr\/content\/download\/285453\/2749950<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[13] Come hanno notato Rene Riesel e Jaime Semprun in un testo del 2008 sulla crisi ecologica e la sua gestione: &#8220;assistiamo al caso di curiosi &#8216;rivoluzionari&#8217; che sostengono come la crisi [ecologica], sulla quale siamo ormai inondati di informazioni, non sia in definitiva che uno spettacolo, un&#8217;esca con la quale il dominio cerca di giustificare il suo stato di emergenza, il suo consolidamento autoritario [&#8230;] il sillogismo si sviluppa come segue: dato che l&#8217;informazione mediatica \u00e8 ovviamente una forma di propaganda a sostegno dell&#8217;organizzazione sociale esistente e che tale informazione concede ora\u00a0 grande attenzione ai vari aspetti terrificanti della &#8220;crisi [ecologica]&#8221;, ne risulta che questa crisi non sia altro che una messinscena inventata per diffondere i nuovi slogan di sottomissione. Altri negazionisti, come si ricorder\u00e0, hanno applicato la stessa logica allo sterminio degli ebrei europei: dato che l&#8217;ideologia democratica del capitalismo era evidentemente solo un falso travestimento del dominio di classe e siccome questa ideologia, nella sua propaganda, ha fatto ampio uso degli orrori nazisti negli anni del dopoguerra, ne consegue che i campi di sterminio e le camere a gas non possano che essere invenzioni e messinscena.&#8221; Si veda: Semprun, Jaime e Riesel, Ren\u00e9 (2020) <em>Catastrofismo. Amministrazione del disastro e sottomissione sostenibile<\/em>. Ortica Editrice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[14] Questo malinteso nasce, come molti altri, da un nocciolo distorto di verit\u00e0. Poich\u00e9 il sistema immunitario gioca un ruolo nel combattere i virus e i loro effetti, coloro che hanno un sistema immunitario compromesso (come gli anziani) sono <em>per definizione<\/em> pi\u00f9 vulnerabili. Ma la vulnerabilit\u00e0 non \u00e8 una categoria che si applica specificamente o esclusivamente agli anziani. Come suggerisce Dauv\u00e9, &#8220;il Covid-19, come ogni grave malattia, \u00e8 probabile che uccida persone indebolite dall&#8217;et\u00e0, da una comorbidit\u00e0 e\/o da uno stile di vita debilitante: cattiva alimentazione, inquinamento atmosferico (si stima che questo uccida tra 7 e 9 milioni di persone in tutto il mondo), inquinamento chimico, abitudini sedentarie, isolamento, anziani senza lavoro e quindi esclusi dalla societ\u00e0 [&#8230;] L&#8217;insieme dei vari fattori non misurabili creano un eccesso di mortalit\u00e0 non quantificabile, che assume una dimensione di classe: disoccupazione, abitazioni insalubri, cibo spazzatura (l&#8217;obesit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 comune tra i poveri).&#8221; La vulnerabilit\u00e0, in altre parole, fa parte della condizione proletaria contemporanea. Inoltre, le morti da Covid non sono, e non sono mai state, l&#8217;unica conseguenza. Il Covid-19 colpisce una pletora di organi e funzioni corporee, mentre le recenti ricerche sul Long Covid (soprattutto nelle fasce di et\u00e0 pi\u00f9 giovani) risultano sempre pi\u00f9 preoccupanti (vedi, ad esempio, l&#8217;intervista ad Akilo Iwasaki, &#8220;What&#8217;s causing long COVID?&#8221;, in: <em>The Naked Scientists<\/em>, (16 agosto 2021) <a href=\"https:\/\/www.thenakedscientists.com\/articles\/interviews\/whats-causing-long-covid\">https:\/\/www.thenakedscientists.com\/articles\/interviews\/whats-causing-long-covid<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[15] Ioannidis, John P.A. (2020) \u201cA fiasco in the making? As the coronavirus pandemic takes hold, we are making decisions without reliable data\u201d, in: <em>STATNews.com<\/em>, 17 marzo, <a href=\"https:\/\/www.statnews.com\/2020\/03\/17\/a-fiasco-in-the-making-as-the-coronavirus-pandemic-takes-hold-we-are-making-decisions-without-reliable-data\/\">https:\/\/www.statnews.com\/2020\/03\/17\/a-fiasco-in-the-making-as-the-coronavirus-pandemic-takes-hold-we-are-making-decisions-without-reliable-data\/<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[16] Quando lo scoppio di un&#8217;epidemia di influenza suina in Messico nel 2009 sollev\u00f2 la questione dell&#8217;attuazione di questo preciso protocollo, l&#8217;amministrazione del neoeletto Obama, alle prese all&#8217;epoca con la crisi finanziaria globale, decise di non procedere. Il fatto che questo focolaio non si fosse poi trasformato in una pandemia conferm\u00f2<em> a posteriori<\/em> questa scelta e rafforz\u00f2 l&#8217;idea (determinante nella posizione di Ioannidis) che aggirare il protocollo rappresentasse la scelta pi\u00f9 saggia. Seguire questo approccio ha determinato il fatto che, quando la Sars-Cov-2 \u00e8 stata ufficialmente riconosciuta come pandemia nei paesi occidentali, fosse ormai troppo tardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[17] Essere critici nei confronti dei dati ufficiali potrebbe sembrare un atteggiamento ragionevole, ma non coincide con l&#8217;avere un atteggiamento critico verso il mondo che li produce. Se non c&#8217;\u00e8 una chiara comprensione delle potenziali ragioni <em>per cui<\/em> i dati possono essere ingannevoli, si pu\u00f2 facilmente ricadere (come accaduto a molti) nella diffusione di ulteriore confusione e pensiero cospirazionista. Nel caso dei negazionisti, per esempio, \u00e8 pi\u00f9 che evidente che il loro uso selettivo dei dati sia orientato a sminuire il numero dei casi o dei morti, proprio perch\u00e9 lo scopo di fondo \u00e8 quello di far vacillare la narrazione sulla pericolosit\u00e0 del virus. Questo approccio ignora la possibilit\u00e0 che sia pi\u00f9 veritiero il contrario, ovvero che le stesse autorit\u00e0 ufficiali pubblichino cifre che sottostimano il numero reale dei casi e dei decessi, non a causa di una cospirazione, ma semplicemente a causa della mancanza di test e della difficolt\u00e0 di mappare i decessi da Covid al di fuori degli ospedali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[18] Nonostante la smentita sistematica di molteplici errori, interpretazioni errate o addirittura travisamento dei dati da parte di Ioannidis, nonch\u00e8 le critiche ricevute dai suoi colleghi, egli non ha ammesso un solo errore. Nascondendosi dietro ad un linguaggio accademico formale e spesso ambiguo, respinge ogni critica come frutto di un&#8217;incomprensione. Certo, questo non gli ha impedito di avvicinarsi alla Casa Bianca con un gruppo di consiglieri nell&#8217;aprile 2020 e cercare di convincere Trump a non adottare misure di lockdown, consiglio che il presidente americano ha accolto (con la prevedibile tragedia che ne \u00e8 conseguita), influenzando altri leader come Bolsonaro e Johnson. Ultimamente, Ioannidis si \u00e8 anche espresso contro la vaccinazione dei giovani, sostenendo come coloro che sono vaccinati non siano cos\u00ec attenti e quindi sarebbero pi\u00f9 contagiosi (cfr. Ioannidis, John P.A. (2021) &#8216;COVID-19 Vaccination in Children and University Students&#8217;, in: <em>European Journal of Clinical Investigation<\/em>, Vol. 51, Issue 11. Curiosamente, il fatto che i non vaccinati siano ancora pi\u00f9 contagiosi sembra non preoccuparlo. L&#8217;ambivalenza di molte delle scoperte di Ioannidis e il modo in cui viene utilizzato da vari negazionisti dell&#8217;HIV\/AIDS e dai negazionisti climatici \u00e8 stato gi\u00e0 sottolineato nel 2007. Cfr. &#8216;The cranks pile on John Ioanidis&#8217; work on the reliability of science&#8217;, in: <em>Respectful Insolence<\/em>, 24 settembre 2007, <a href=\"https:\/\/respectfulinsolence.com\/2007\/09\/24\/the-cranks-pile-on-john-ioannidis-work-o\/\">https:\/\/respectfulinsolence.com\/2007\/09\/24\/the-cranks-pile-on-john-ioannidis-work-o\/<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[19] La Dichiarazione di Great Barrington (GBD) consiste essenzialmente in una petizione anti-lockdown firmata da &#8220;migliaia di scienziati&#8221;, che promuove la teoria della &#8220;immunit\u00e0 di gregge&#8221; e normalizza l&#8217;idea che concentrarsi su &#8220;misure a protezione dei vulnerabili&#8221; sia l&#8217;unico approccio accettabile. Il costo umano di questa strategia del laissez-faire rispetto a morti, ricoveri e patologie di lunga durata non rientra, chiaramente, nelle loro preoccupazioni &#8220;scientifiche&#8221;. Facendo appello all'&#8221;autorit\u00e0 degli scienziati&#8221; ed utilizzando il tropo comunicativo della &#8220;minoranza scettica&#8221; e &#8220;ingigantita&#8221; che esagera sproporzionatamente le opinioni contrarie, l&#8217;essenza della petizione non sta nella (pseudo) competenza scientifica dei firmatari, ma nella loro &#8220;persecuzione&#8221; da parte del mainstream. In questo senso, la GBD segue la linea di petizioni simili contro la teoria darwiniana, il negazionismo dell&#8217;HIV\/AIDS, le teorie del complotto sull&#8217;11 settembre e, infine, il negazionismo climatico. Per una critica, si veda Gorski, David (2020) &#8220;The Great Barrington Declaration: COVID-19 deniers follow the path laid down by creationists, HIV\/AIDS denialists, and clime science deniers\u201d, in: <em>Science-Based Medicine<\/em>, 12 ottobre, <a href=\"https:\/\/sciencebasedmedicine.org\/great-barrington-declaration\/\">https:\/\/sciencebasedmedicine.org\/great-barrington-declaration\/<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[20] Disciplinare i proletari non \u00e8, n\u00e9 mai \u00e8 stato, un fine in s\u00e9. Si svolge nel contesto della riproduzione della classe operaia e tende a perdere il suo significato quando i proletari si ammalano e muoiono <em>in massa<\/em>. Stupefatti da alcune letture mal digerite di Foucault, pi\u00f9 di qualche radicale \u00e8 arrivato ad intendere la disciplina come autonoma dalla creazione di valore, vedendola come un fine senza nessun altro obiettivo o scopo particolare oltre a s\u00e8 stessa. Per dirla in altre parole: un proletariato malato in fila fuori da un luogo di lavoro chiuso non \u00e8 un modello per l&#8217;accumulazione capitalista, per quanto &#8220;disciplinato&#8221; possa essere. Inoltre, l&#8217;approccio che vede l&#8217;attuazione di misure cos\u00ec drastiche, ad esempio la chiusura dell&#8217;economia globale, <em>come strumento<\/em> per &#8220;disciplinare&#8221; i proletari, dovrebbe dimostrare, in modo concreto, la precedente esistenza di una classe operaia <em>indisciplinata<\/em> a livello mondiale. Un&#8217;argomentazione simile potrebbe valere anche per il tropo, costantemente evocato, di una deliberata diffusione di &#8220;panico e paura ossessiva&#8221; nella societ\u00e0,\u00a0 al fine di instaurare un &#8220;governo attraverso la paura&#8221;. (Amiech, Matthieu (2021) &#8220;Ceci n&#8217;est pas une crise sanitaire: Pourquoi s&#8217;opposer \u00e0 l&#8217;installation du pass sanitaire et \u00e0 l&#8217;obligation vaccinale&#8221;, \u00e9ditions La Lenteur) Non riusciamo a cogliere\u00a0 come esattamente le relazioni capitaliste traggano vantaggio dalla paura diffusa di stare chiusi nella stessa stanza con altre persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[21] <em>Chuang <\/em>(2020) &#8220;Social Contagion. Microbiological Class War in China\u201d <a href=\"https:\/\/chuangcn.org\/2020\/02\/social-contagion\/\">https:\/\/chuangcn.org\/2020\/02\/socialcontagion\/<\/a>. Traduzione italiana: <a href=\"https:\/\/pungolorosso.wordpress.com\/2020\/03\/12\/contagio-sociale-guerra-di-classe-micro-biologica-in-cina\/\">https:\/\/pungolorosso.wordpress.com\/2020\/03\/12\/contagio-sociale-guerra-di-classe-micro-biologica-in-cina\/<\/a>. Vale la pena menzionare qui l&#8217;ossessione sull&#8217;origine del virus Sars-CoV-2 come prodotto in qualche laboratorio segreto. Le mutazioni sono parte integrante dello sviluppo naturale <em>in quanto virus<\/em>. Che queste caschino in un periodo storicamente contingente, che determiner\u00e0 come avverr\u00e0 la loro gestione (o non gestione), non significa che siano deliberatamente create in laboratori segreti (ed erroneamente o volontariamente rilasciate nell&#8217;ambiente). Come le trattazioni pi\u00f9 serie sull&#8217;argomento hanno dimostrato (ad esempio i lavori di Mike Davis, Chuang, Andreas Malm e Rob Wallace), il passaggio di agenti patogeni attraverso il confine fra animale e umano (noto come spill over zoonotico) a causa della deforestazione, cio\u00e8 della riduzione della differenza spaziale tra ambienti tropicali e popolazioni umane, \u00e8 fenomeno tutt&#8217;altro che nuovo, e corrisponde direttamente allo sviluppo della produzione, della circolazione e dell&#8217;asservimento capitalista. Per pi\u00f9 di un decennio, la letteratura scientifica ha costantemente messo in guardia su come &#8220;le malattie infettive stessero emergendo a livello globale ad un ritmo senza precedenti&#8221;, due terzi delle quali attraverso processi di zoonosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[22] &#8220;Una parte della sinistra (compresi gli ambienti &#8216;anticapitalisti&#8217;) \u00e8 diventata per lo pi\u00f9 sostenitrice attiva dei tecnocrati al potere&#8221; (Amiech, Matthieu (2021) &#8216;Ceci n&#8217;est pas une crise sanitaire: Pourquoi s&#8217;opposer \u00e0 l&#8217;installation du pass sanitaire et \u00e0 l&#8217;obligation vaccinale&#8217;, \u00e9ditions La Lenteur, p. 16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[23] \u00c8 utile ricordare come nel contesto attuale, il contenuto proprio di questa &#8220;scelta&#8221; risieda nel diritto di <em>non<\/em> prendere le misure necessarie per limitare il contagio o nel decidere personalmente quali rispettare. La metodologia attraverso la quale tali decisioni personali vengono prese non viene mai messa in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[24] La rappresentazione del &#8220;movimento negazionista&#8221; come reazione complessivamente sana, a cui l&#8217;estrema destra e gli ideologi religiosi si attaccherebbero <em>parassitariamente,<\/em> \u00e8 un segno di questa confusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[25] In Grecia, come altrove nell&#8217;UE, gli operatori sanitari erano <em>gi\u00e0<\/em> sottoposti all&#8217;obbligo di vaccinazione (o di comprovata immunit\u00e0) contro malattie contagiose come morbillo, parotite, rosolia, epatite A e B, varicella (per coloro che si impegnano con pazienti ad alto rischio), alcuni tipi di infezioni meningococciche coniugate (per i microbiologi) o tetano, difterite e pertosse. Questo requisito obbligatorio \u00e8 stato, per molto tempo, parte degli impegni e delle linee guida dell&#8217;UE in relazione alla protezione dei lavoratori <em>e <\/em>dei pazienti dall&#8217;esposizione a elementi biologici. Per quanto ne sappiamo, nessuna di queste disposizioni e obblighi \u00e8 mai stata descritta come &#8220;apartheid sanitario&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[26] Dauv\u00e9, Gilles (2010) &#8220;Pour un monde sans morale&#8221; [1983], Troploin, <a href=\"https:\/\/www.troploin.fr\/node\/37&amp;gt\">https:\/\/www.troploin.fr\/node\/37&amp;gt<\/a>;. Trad. italiana: La banquise (2013)\u201c<em>Per un mondo senza morale<\/em>\u201d Edizioni Anarchismo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[27] Sarebbe sbagliato non riconoscere come l&#8217;appoggio quasi fanatico a tutte le misure statali e alle loro estensioni medicali derivi ugualmente da una simile posizione di paura. Ma la questione non \u00e8 mai stata quella di criticare la &#8220;paura&#8221;. Come suggerisce succintamente Th\u00e9orie Communiste, &#8220;bisogna avere un certo rapporto con l&#8217;esistenza per sostenere che la paura rappresenti un impedimento, come se fosse una scelta&#8221;. Th\u00e9orie Communiste (2021) &#8220;Conspiricism in General and the Pandemic in Particular&#8221;, in <em>Cured Quail<\/em>, <a href=\"https:\/\/curedquailjournal.wordpress.com\/2021\/02\/14\/conspiricism-in-general-and-the-pandemic-in-particular\/&amp;gt\">https:\/\/curedquailjournal.wordpress.com\/2021\/02\/14\/conspiricism-in-general-and-the-pandemic-in-particular\/&amp;gt<\/a>;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[28] Tam\u00e1s, G.M. (2001) &#8220;What is Post-fascism?&#8221;, in: <em>Open Democracy<\/em>, (13 settembre), <a href=\"https:\/\/www.opendemocracy.net\/en\/article_306jsp\/\">https:\/\/www.opendemocracy.net\/en\/article_306jsp\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[29] Il governo di Nea Dimokratia ha assegnato incarichi ministeriali a tre noti politici di estrema destra, mentre molti dei suoi deputati rigurgitano costantemente argomenti dell&#8217;alt-right.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[30] &#8220;Ci stanno nascondendo qualcosa&#8221;, in: <em>Tyflopontikas<\/em>, luglio 2021, in greco <a href=\"https:\/\/yfanet.espivblogs.net\/\">https:\/\/yfanet.espivblogs.net\/<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[31] Un tipico esempio \u00e8 rappresentato dal costante piagnisteo rispetto all&#8217;essere messi a tacere, essere ricoperti di\u00a0 vergogna, esclusi, ecc. Il fatto che il nucleo delle loro opinioni sulla pandemia abbia determinato (almeno fino alla seconda ondata) le scelte politiche in paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Brasile e altrove, o che il libero accesso ai social network (a quanto pare i canali preferiti) non abbia solo fornito una piattaforma a tali opinioni &#8220;alternative&#8221;, ma le abbia gonfiate ad un livello impensabile, ovviamente non intacca questo delirio di &#8220;vittimizzazione&#8221;. Mentre esistono, naturalmente, mezzi di comunicazione il cui scopo \u00e8 semplicemente quello di diffondere la propaganda del governo,\u00a0 denunciare l&#8217;<em>esclusione <\/em>dai media ufficiali \u00e8, a dire il vero, un approccio alquanto strano se proveniente da elementi del movimento antagonista. La stampa e i media, come istituzioni, non sono n\u00e9 organi di informazione pubblica, n\u00e9 puramente meccanismi di secca propaganda. Principalmente, il loro ruolo come istituzioni \u00e8 quello di produrre <em>consenso<\/em>. Nelle attuali condizioni di consolidata democrazia spettacolare, dove abbonda l&#8217;ideologia del &#8220;dibattito pubblico&#8221; e del libero scambio di idee, promuovere punti di vista &#8220;contrari&#8221; non \u00e8 un semplice sistema per acchiappare click, ma parte integrante della produzione di consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[32] Amiech, Matthieu (2021) &#8220;Ceci n&#8217;est pas une crise sanitaire: Pourquoi s&#8217;opposer \u00e0 l&#8217;installation du pass sanitaire et \u00e0 l&#8217;obligation vaccinale&#8217;, \u00e9ditions La Lenteur, p. 23.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[33] Wu Ming (2021) &#8220;Conspiracy and Social Struggle&#8221;, in: <em>Ill Will<\/em>, 18 novembre, <a href=\"https:\/\/illwill.com\/conspiracy-and-social-struggle\">https:\/\/illwill.com\/conspiracy-and-social-struggle<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[34] La monotona assurdit\u00e0 di leggere post su Facebook di utenti che lamentano come la Sars-Cov-2 sia un pretesto per estorcere dati personali, \u00e8 francamente troppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[35] Tocca ricordare quanto il confronto ripetitivo ed inflazionato con le atrocit\u00e0 del passato faciliti esattamente ci\u00f2 che vorrebbe contrastare: relativizza la realt\u00e0 storica e contribuisce alla normalizzazione dell&#8217;orrore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[36] Scorrendo il testo di Amiech, per esempio, veniamo edotti su come non ci si possa fidare in alcun modo della &#8220;scienza&#8221; perch\u00e9 la &#8220;scienza&#8221; ha commesso errori terribili in passato. Il fatto che tali errori siano stati talvolta scoperti a seguito di un processo <em>scientifico<\/em> non \u00e8, ovviamente, di alcuna importanza per tali grandiose dichiarazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[37] Amiech, Matthieu (2021) &#8220;Ceci n&#8217;est pas une crise sanitaire: Pourquoi s&#8217;opposer \u00e0 l&#8217;installation du pass sanitaire et \u00e0 l&#8217;obligation vaccinale&#8221;, \u00e9ditions La Lenteur, p. 16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[38] L&#8217;attuale &#8220;critica della ragione scientifica&#8221;, che alcuni negazionisti fanno propria, risulta cos\u00ec evidentemente contraddittoria che ci sorprende come non sia gi\u00e0 stata completamente screditata. Un approccio mal digerito che vorrebbe la scienza medica (che \u00e8, tra l&#8217;altro, conoscenza accumulata) come puramente e unicamente determinata dalla relazione capitalista, non pu\u00f2 reggere una disamina pi\u00f9 minuziosa. Sulla base di una tale logica, dovremmo rifiutare tutto lo sviluppo scientifico che ha avuto luogo durante il periodo di dominio del modo di produzione capitalista. Insieme ai vaccini, quindi, dovremmo iniziare a ribellarci contro ogni medicina o trattamento esistente contro qualsiasi malattia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[39] Prima della comparsa del Sars-CoV-2, i fondi per la ricerca e lo sviluppo in campo medico erano per lo pi\u00f9 indirizzati verso quelle aree sulle quali si calcolavano i ritorni maggiori, come il perfezionamento di prodotti come gli antidepressivi e il Viagra. Al contrario, la ricerca sull&#8217;mRNA \u00e8 stata emarginata e sottofinanziata, nonostante sembrasse rappresentare una promettente via contro malattie e virus come cancro o AIDS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[40] La scarna argomentazione secondo la quale la gestione della pandemia sarebbe stata costruita allo scopo di facilitare i profitti di &#8220;Big Pharma&#8221;, nonostante l&#8217;efficacia dei vaccini, non riconosce come alcune multinazionali (esse stesse \u201cBig Pharma\u201d) non siano riuscite a produrre vaccini efficaci e quindi abbiano perso massicci investimenti dopo i loro test clinici. Per i 10 vaccini efficaci in circolazione, ce ne sono stati almeno altri 7 o 8 che non sono andati a buon fine. Quando si soggettivizza il capitale, tali contraddizioni scompaiono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[41] Contrariamente all&#8217;illusione che i vaccini contemporanei siano sperimentali, la realt\u00e0 \u00e8 che non \u00e8 mai esistito vaccino pi\u00f9 testato nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. Con 7,5 miliardi di dosi gi\u00e0 somministrate, ed un interesse legale nel prestare molta attenzione agli effetti avversi, questi vaccini sono pi\u00f9 testati e pi\u00f9 sicuri della maggior parte dei farmaci consumati quotidianamente. Inoltre, la nozione secondo cui i vaccini rimangono sperimentali perch\u00e9 messi in circolazione dopo una procedura di Autorizzazione d&#8217;Uso di Emergenza (EUA) (disattendendo quindi i normali protocolli) non sarebbe cos\u00ec problematica se gli stessi critici fossero disposti ad accettare una loro futura <em>piena<\/em> autorizzazione o, ancor meglio, se coloro che promuovono tali opinioni non proponessero <em>allo stesso tempo<\/em> farmaci alternativi contro il Covid (come il remdesivir, l&#8217;idrossiclorochina e il bamlanivimab monoclonale) anch&#8217;essi in circolazione attraverso un&#8217; EUA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[42] Lo stato greco, anche con l&#8217;ovvio <em>pretesto<\/em> di occuparsi dei non vaccinati, ha gi\u00e0 esternalizzato parti importanti del sistema sanitario (come i servizi di pulizia) a societ\u00e0 private. Il bilancio 2022 votato dal governo nel novembre 2021 prevede una riduzione della spesa sanitaria di 820 milioni, di cui 200 milioni come riduzione del sussidio regolare agli ospedali e 600 milioni come riduzione della spesa per affrontare la pandemia, in linea con la previsione, gi\u00e0 smentita, di una sua fine. (<a href=\"https:\/\/www.news247.gr\/oikonomia\/proypologismos-oi-dapanes-ygeias-vazoyn-fotia-stin-kontra-kyvernisis-antipoliteysis.9431519.html\">https:\/\/www.news247.gr\/oikonomia\/proypologismos-oi-dapanes-ygeias-vazoyn-fotia-stin-kontra-kyvernisis-antipoliteysis.9431519.html<\/a>, in greco). Va notato come il governo stia mettendo da parte l&#8217;importo precedentemente menzionato di 600 milioni di euro come fondo di emergenza per l&#8217;assunzione di personale temporaneo o la requisizione temporanea di cliniche private. \u00c8 chiaro come vogliono evitare a tutti i costi un rafforzamento a lungo termine del sistema sanitario pubblico, in quanto in contraddizione con la strategia di parziale privatizzazione, e come stiano cercando di rispondere alla pandemia esclusivamente attraverso misure a breve termine. Le dichiarazioni del ministro di Stato, Akis Skertzos, &#8220;il governo non vuole creare un sistema sanitario di lusso che risulti superfluo dopo la fine della pandemia&#8221;, esprimono chiaramente questo orientamento (<a href=\"https:\/\/www.naftemporiki.gr\/story\/1796568\/a-skertsos-den-uparxei-logos-na-dimiourgisoume-ena-poluteles-sustima-ugeias\">https:\/\/www.naftemporiki.gr\/story\/1796568\/a-skertsos-den-uparxei-logos-na-dimiourgisoume-ena-poluteles-sustima-ugeias<\/a>, in greco).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[43] &#8220;Ultimissima, l&#8217;ideologia del teppismo e del furto, se supera di fatto gli stilemi obsoleti della politica militante, opera sulla soggettivit\u00e0 rivoluzionaria che i comportamenti &#8220;criminali&#8221; e genericamente illegali esprimono a livello delle scelte individuali, un recupero che ne scarica all&#8217;istante ogni tensione positiva. Non appena si appaghi di essere il trasgressore abituale di ogni norma, il &#8220;criminale&#8221; affoga il proprio progetto d&#8217;essere nel semplice e caricaturale <em>non essere<\/em> ossequiente alla normativa in quanto tale, che ne diviene perci\u00f2, e semplicemente, la norma in negativo: l&#8217;avere in luogo dell&#8217;essere. La coazione a ripetere \u00e8 il tratto miseramente maniacale che degrada a routine, e a ripetizione nostalgica, la creativit\u00e0 effettivamente insurrezionale del colpo di mano.&#8221; Giorgio Cesarano, Gianni Collu (1973) &#8220;<em>Apocalisse e rivoluzione\u201d\u00a0 <\/em>Dedalo libri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[44] &#8220;Medicina e repressione&#8221;, Centro nazionale dei giovani medici, 13 rue Pascal, Parigi V, 1968, in: Vien\u00e9t, Ren\u00e9 (1968) <em>Arrabbiati e situazionisti nel movimento delle occupazioni: Parigi-Nanterre, maggio-giugno 1968<\/em>. La Pietra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La realt\u00e0 della negazione e la negazione della realt\u00e0 Testo completo in formato pdf Questo testo \u00e8 stato scritto e pubblicato in greco nel settembre 2021. Nasce come intervento polemico nel dibattito intorno alle questioni del virus Sars-CoV-2, delle misure e degli strumenti messe in campo per contrastarlo e dell&#8217;autoritarismo del governo greco. 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